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MANUTENZIONI PATRIMONIO: UNA PROPOSTA CONCRETA PER IL RECOVERY FUND

Gennaio 30th, 2021, Categoria: Ambiente, Commenti [ 0 ]

Mentre l’Italia è coinvolta nel grande lavoro dei progetti da presentare all’Unione Europea per l’utilizzo dei miliardi destinati al recupero e alla resilienza dei danni economici e sanitari provocati dalla pandemia, è nata un’azione spontanea di numerosi cittadini di tutta Italia dedicata alla manutenzione dei beni pubblici (in particolare ponti, strade, edifici scolastici, acquedotti) e, tra questi, i beni ambientali e culturali, pubblici e privati. Secondo una prima bozza, redatta dal Governo, l’iniziativa è stata recepita per ponti e strade e non per edifici scolastici e acquedotti per uso potabile e sanitario che hanno vistose perdite e condutture ancora in amianto-cemento pericolose per la salute.

Tutti gli enti, gli esperti e i funzionari coinvolti in questa titanica ed epocale impresa, dovrebbero (secondo l’appello lanciato da Gianluigi Ceruti, nome ben noto al mondo degli ambientalisti e a quello forense e firmato da tanti esponenti della scienza della cultura e del diritto) porre un’attenzione particolare anche alle esigenze del nostro insuperabile patrimonio immobiliare antico e moderno compresi i beni storici, artistici e naturali

 La proposta prevede che nei lavori per la progettazione dell’uso dei tanti miliardi stanziati dall’Unione Europea con il recovery plan  siano considerate provvidenze particolari destinate alla conservazione dei beni che, senza una continua e adeguata manutenzione, quando crollano  possono causare anche perdite di vite umane.

Inoltre, per quanto riguarda i beni ambientali e culturali, se l’Italia ha creato nei secoli dei capolavori di arte, architettura e altri beni storici e artistici e -nell’ultimo mezzo secolo – anche aree protette di grande valore paesistico ed ecologico – allo stesso tempo non è all’avanguardia nel loro mantenimento, consolidamento, restauro e tutela.

Una trascuratezza che riempie le cronache per la decadenza di tesori di proprietà pubblica e spesso anche privata. Basti pensare ai problemi dei crolli alle Mure Aureliane di Roma, al degrado di tante aree archeologiche, all’abbandono di palazzi, abbazie, basolati e scavi, ai danni di un patrimonio che ancora, nonostante tutto, ci ha fatto conquistare recentemente il record mondiale dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, organizzazione della Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura.

L’iniziativa in parola, che ha il pregio di essere concreta e circoscritta, se sarà accolta dal Governo, dal Parlamento e dall’Unione Europea, comporterà nel tempo i seguenti vantaggi per la collettività.

1)    Prevenire catastrofi sempre più frequenti causate dai mutamenti climatici in atto.

2)    Alimentare per anni nuove attività economiche per imprenditori industriali e maestranze nelle più diverse figure professionali;

3)    Creare occupazione per i giovani.

4)    Rappresentare una tangibile realizzazione del principio di precauzione che, nato per volontà dell’Unione Europea, è stato recepito nel nostro Paese e deve essere applicato dalle pubbliche amministrazioni e dalle autorità giudiziarie di ogni ordine e grado.

5)    Contribuire concretamente alla rinascita dell’economia turistica, grande volano dello sviluppo, non solo economico.

Oggetto della manutenzione, oltre ai beni pubblici già citati, sarebbero i  beni culturali privati (purché notificati), con le proposta di agevolazioni fiscali e incentivi a favore dei proprietari.

Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario WWF Italia

I bambini ci salveranno

Maggio 14th, 2012, Categoria: Ecomportamento, Commenti [ 2 ]

Nella grande battaglia per salvare l’ambiente e la natura, utili alleati posso rivelarsi i nostri figli e nipoti. Senza arrivare a trascinare i bambini in faticose marce e manifestazioni gravati di bandiere e cartelli di protesta (che avrebbero l’effetto di allontanarli definitivamente dall’impegno ecologico), ci sono molte iniziative, divertenti e stimolanti, utili a interessarli e coinvolgerli. Ricordo, ad esempio, un cartello con un bel disegno di falco in volo che invitava i cacciatori a non sparare ai rapaci, posto sulla strada per il mare  da tre ragazzi  di Fregene. Da bambini i miei figli mi seguivano in mare con maschere e pinne e  si divertivano a liberare i pesci  dalle reti abusive , danneggiandone anche le maglie.  Leggi il resto di questo articolo »

Gabbiani a Roma

Aprile 21st, 2009, Categoria: Natura in città, Commenti [ 31 ]

“Nun ce bastaveno gli antifurti, li cani, il traffico, i casini nelle piazze, i fuochi artificiali? Mò ce se mettono pure li gabbiani a non facce dormì!”
“E scacazzano pure dappertutto!”.
Questi gli apprezzamenti dei romani sulla famosa invasione dei gabbiani in città.
E, in effetti, in molte case di Roma sembra di trovarsi, nel dormiveglia, su qualche isoletta della Dalmazia o in una scogliera del Tirreno.
Lo schiamazzo dei gabbiani reali (il cui secondo nome è proprio cachinnans, sghignazzatore) che hanno nidificato su tetti disturba il sonno di molti in una città in cui, secondo i più recenti studi, già  si raggiungono le più alte soglie di rumore notturno. Leggi il resto di questo articolo »

Rinnovabili e paesaggi

Febbraio 19th, 2009, Categoria: Ambiente, Commenti [ 1 ]

La continua ansimante richiesta di energia, da qualsiasi parte essa possa venire erogata, senza minimamente iniziare a rivedere il suo uso e limitare i suoi sprechi sempre più diffusi  (basta osservare l’immagine notturna del nostro Paese avvolto in un nimbo di luci) solleva problemi non trascurabili dal punto di vista della difesa del paesaggio e dell’ambiente.
Nessuna persona, dotata delle normali conoscenze scientifiche e consapevole della situazione grave del clima planetario, può osteggiare il processo, virtuosamente sempre crescente, di ricerca di fonti energetiche alternative e rinnovabili per arrestare l’uso di combustibili, sequestrati da milioni di anni nel sottosuolo e oggi reimmessi e bruciati con irresponsabile progressione nell’ atmosfera.. Leggi il resto di questo articolo »