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	<title>Fulco Pratesi &#187; ecologiche misure di prevenzione</title>
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		<title>Anziani in calore</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 20:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di cosiddette &#8220;ondate&#8221; di calore ne ho viste, nella mia lunga vita, diverse. E sono sopravvissuto anche se oggi rientro nella categoria più a rischio: anziano e malato cronico (questo per aver pedalato nei miasmi del traffico romano per più di trent’anni). Così mi sento in grado di fornire consigli ai miei coetanei, preoccupati per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di cosiddette &#8220;ondate&#8221; di calore ne ho viste, nella mia lunga vita, diverse. E sono sopravvissuto anche se oggi rientro nella categoria più a rischio: anziano e malato cronico (questo per aver pedalato nei miasmi del traffico romano per più di trent’anni).</p>
<p>Così mi sento in grado di fornire consigli ai miei coetanei, preoccupati per i ricorrenti &#8220;allarmi rossi&#8221; lanciati ormai da giorni su tutti i media. L’importante è non angustiarsi, considerare il caldo un regalo dell’estate dopo una primavera fredda e piovosa e semmai premunirsi con acconce ed ecologiche misure di prevenzione.<span id="more-103"></span></p>
<p>Io mi comporterei così: di notte niente condizionatori; la stanza, con le tapparelle chiuse durante le ore più torride, conserva il fresco. E, se il caldo insiste, un bel ventilatore che, oltretutto, consuma un decimo del condizionatore e non inguaia il clima.</p>
<p>Poi, naturalmente, bere tanta acqua di rubinetto (se ha un minimo sentore di cloro, può succedere, basta tenerla in caraffa per pochi minuti), mangiare poco (anche se vi accuseranno, a me càpita, di essere anoressici ritardati) e consumare molta frutta e verdura, soprattutto il magnifico cocomero romano nei rari e dispersi cocomerari, una professione che sta scomparendo assieme al classico nome del frutto, ormai scalzato, anche a Roma, dall’invasione dal termine vernacolo padano di &#8220;anguria&#8221;.</p>
<p>Nelle ore più calde, se si è fuori casa, meglio mettersi al fresco. Non, come qualcuno ha suggerito, nelle consumistiche algidità dei supermercati o nelle fresche autorimesse dei Vigili del Fuoco (è stato proposto anche questo!), ma nelle stupende, diffusissime, deserte e ombrose chiese romane ove, assieme al fisico, ci si potrà ritemprare lo spirito avvicinandosi alla religione anche col tramite di tante splendide opere d’arte.</p>
<p>Per anni, gli Uffici Comunali hanno ammonito anziani e bambini di non frequentare col sole e il bel tempo i parchi pubblici &#8211; considerati un ricettacolo di pericoloso ozono &#8211; e di uscire solo con la pioggia e il vento. Ma voi infischiatevi dei moniti e andatevene la mattina presto e al vespero nei nostri ancora bellissimi parchi storici dove è possibile osservare pappagalli e scoiattoli, fringuelli e farfalle. Non portatevi però il binocolo per non farvi prendere per guardoni. Può succedere anche questo.</p>
<p>P.S. Se a qualcuno può interessare, ho la stessa età (anno e mese) di Sophia Loren e Brigitte Bardot, due &#8220;anziane&#8221; che si tengono su.</p>
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