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	<title>Fulco Pratesi &#187; anfibi</title>
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		<title>L’ educazione ambientale che vorrei</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 12:24:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Basta vedere i disegnini che, come giurato in concorsi scolastici sull’ambiente, mi inviano gli scolaretti, per capire come sia oggi impostata, nella scuola italiana, l’educazione ambientale.
Tutto o quasi si presenta in aspetti negativi: il fiume che scorre carico di rifiuti, l’albero che piange perché il boscaiolo sta per abbatterlo, il cacciatore che stermina gli uccellini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta vedere i disegnini che, come giurato in concorsi scolastici sull’ambiente, mi inviano gli scolaretti, per capire come sia oggi impostata, nella scuola italiana, l’educazione ambientale.<br />
Tutto o quasi si presenta in aspetti negativi: il fiume che scorre carico di rifiuti, l’albero che piange perché il boscaiolo sta per abbatterlo, il cacciatore che stermina gli uccellini, le ciminiere che vomitano orrendi effluvi: un sistema come un altro per rendere l’impegno in favore dell’ambiente qualcosa di repulsivo e angoscioso. <span id="more-9"></span> Anche se oggi, a giudicare dai fumetti, dai pupazzi e dai cartoni animati che si ammanniscono ai pargoli, questa è purtroppo la cifra che domina a livello dell’infanzia, la quale appare sempre più dominata, ahimè, dall’esaltazione della violenza e dalla corsa ai consumi.<br />
Io penso che un’ inversione di rotta, sia pur mediata, s’ imponga.<br />
Iniziando con l’istruire le giovani generazioni sull’importanza e sulla bellezza  di quello che un tempo si chiamava “natura” e oggi è definito “ambiente”.<br />
Battersi per qualcosa di cui non si conosce il valore e l’interesse (parlo di piante e animali, sorgenti e siepi, boschi e praterie, dune e paludi) risulta inutile se non controproducente.<br />
Se invece, come è prassi generale negli altri Paesi d’Europa, compresi quelli latini come Francia e Spagna, ci si impegnasse a predisporre per le scuole un lessico di specie vegetali e animali che dovrebbero costituire il patrimonio minimo di chiunque, forse si attiverebbe un processo positivo nei confronti della biodiversità.<br />
Saper conoscere e riconoscere, ad esempio, 100 taxa  tra piante ed animali, suddivisi, la butto lì, in 10 alberi, 10 arbusti, 10 piante erbacee da fiore, 10 funghi. E poi 10 mammiferi, 10 uccelli, 10 tra rettili e anfibi, 10 pesci, 10 insetti e 10 tra molluschi, crostacei e altri invertebrati, sarebbe già un primo passo verso una sensibilizzazione dei giovani.<br />
Per esperienza personale, posso assicurare che, soprattutto i bambini, sono affascinati nello scoprire, dal vivo e in natura mediante escursioni naturalistiche o anche con la creazione di acquari e terrari, piccole serre e vasi da fiore, i misteri affascinanti di quel mondo oggi in pericolo e che loro, una volta divenuti adulti, saranno chiamati a difendere.</p>
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