<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fulco Pratesi</title>
	<atom:link href="http://www.fulcopratesi.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fulcopratesi.it</link>
	<description>il blog di Fulco Pratesi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 May 2012 09:24:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>I bambini ci salveranno</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2012/05/14/i-bambini-ci-salveranno/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2012/05/14/i-bambini-ci-salveranno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecomportamento]]></category>
		<category><![CDATA["La creazione"]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[benzopirene]]></category>
		<category><![CDATA[campagna oasi wwf]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[focie del Po]]></category>
		<category><![CDATA[impegno ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[nipoti]]></category>
		<category><![CDATA[oasi delle cesine]]></category>
		<category><![CDATA[oasi Pnarella]]></category>
		<category><![CDATA[oasi scivu]]></category>
		<category><![CDATA[polpo]]></category>
		<category><![CDATA[reti abusive]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=249</guid>
		<description><![CDATA[Nella grande battaglia per salvare l’ambiente e la natura, utili alleati posso rivelarsi i nostri figli e nipoti. Senza arrivare a trascinare i bambini in faticose marce e manifestazioni gravati di bandiere e cartelli di protesta (che avrebbero l’effetto di allontanarli definitivamente dall’impegno ecologico), ci sono molte iniziative, divertenti e stimolanti, utili a interessarli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella grande battaglia per salvare l’ambiente e la natura, utili alleati posso rivelarsi i nostri figli e nipoti. Senza arrivare a trascinare i bambini in faticose marce e manifestazioni gravati di bandiere e cartelli di protesta (che avrebbero l’effetto di allontanarli definitivamente dall’impegno ecologico), ci sono molte iniziative, divertenti e stimolanti, utili a interessarli e coinvolgerli. Ricordo, ad esempio, un cartello con un bel disegno di falco in volo che invitava i cacciatori a non sparare ai rapaci, posto sulla strada per il mare  da tre ragazzi  di Fregene. Da bambini i miei figli mi seguivano in mare con maschere e pinne e  si divertivano a liberare i pesci  dalle reti abusive , danneggiandone anche le maglie. <span id="more-249"></span>Girando poi in barchetta a remi, trovavano divertente gridare ai motoscafisti che rombavano  troppo vicini lo slogan “benzopirene!” riferito alle emissioni nocive dei loro motori. E passavano i pomeriggi a scrivere e disegnare cartelli da apporre sulla spiaggia in cui si segnalavano i divieti e si chiedeva di non lasciare rifiuti (rifiuti che poi, con loro e altri bambini, raccoglievano). Molte volte, poi ho potuto constatare come la protesta di un gruppo di bambini a un subacqueo che usciva sulla battigia con un povero polpo agonizzante,  riusciva nell’intento di farlo liberare. In definitiva io credo che avvicinare i piccoli alla natura, ma soprattutto agli animali  (che loro già istintivamente amano)  sia la maniera migliore per creare una coscienza ambientalista che durerà nel tempo come ho sperimentato  incontrando, dopo anni, persone che avevano partecipato da ragazzi a campi di lavoro gite ed escursioni col WWF, i quali  hanno conservato un atteggiamento virtuoso e positivo nei confronti degli animali e dell’ambiente. In occasione delle Giornata WWF delle Oasi del 20 maggio, che raccoglierà fondi per creare l’Oasi di Scivu sulla costa sud occidentale della Sardegna (un paradiso di dune coperte di macchia, spiagge deserte e cervi sardi), per ripulire la spiaggia adiacente all’Oasi delle Cesine nel Salento e per attrezzare e imboschire l’Oasi di Panarella alle foci del Po dove vivono tantissimi uccelli acquatici &#8211; cosa di meglio può fare un giovane esperto in SMS che inviare un messaggio al numero 45503 per donare 2 euro alla Campagna Oasi del WWF?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2012/05/14/i-bambini-ci-salveranno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corsa al chilowatt</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2012/04/30/corsa-al-chilowatt/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2012/04/30/corsa-al-chilowatt/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 13:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=247</guid>
		<description><![CDATA[Nella continua spasmodica ricerca di forme di energia che ci permettano di proseguire nella nostra folle corsa dell’aumento annuo del 2% di produzione e consumi, pena la catastrofe,  si propongono continuamente nuovi rimedi., senza minimamente considerare sia il risparmio e l’efficienza o, soprattutto, a quali usi e sprechi l’energia elettrica così prodotta sia destinata. Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella continua spasmodica ricerca di forme di energia che ci permettano di proseguire nella nostra folle corsa dell’aumento annuo del 2% di produzione e consumi, pena la catastrofe,  si propongono continuamente nuovi rimedi., senza minimamente considerare sia il risparmio e l’efficienza o, soprattutto, a quali usi e sprechi l’energia elettrica così prodotta sia destinata. Si è cominciato con i carburanti (biodiesel e bioetanolo) ricavati da colture agricole. E, dopo i primi entusiasmi, si è scoperto che l’energia (e quindi il petrolio) occorrente per produrre tali carburanti è spesso superiore all’energia che se ne ottiene (senza nemmeno considerare gli scempi ecologici dovuti, tra l’altro, alla devastazione delle foreste tropicali per ricavare piantagioni di canna da zucchero e palme da olio o all’erosione delle colture a scopo alimentare per il mercato in crescita del no food.).<span id="more-247"></span> Ora la corsa si rivolge agli impianti eolici e a quelli solari. Che rappresentano ottime e incontestabili forme di energia veramente alternativa se però non comportassero (negli episodi peggiori) danni al paesaggio e alla biodiversità, senza contare le metastasi malavitose che anche su esse si sono insediate. Per non parlare del ricorso all’energia derivante dalla crescente diffusione di centraline idroelettriche responsabili del prosciugamento di molti corsi d’acqua montani. E parliamo dell’inquinamento atmosferico causato da autotrasporti, soprattutto automobili private. Oggi le parole d’ordine  per venire incontro alle legioni di automobilisti (in Italia, 700 ogni 1000 persone) ai quali si richiede maggior impegno contro le emissioni dei loro scappamenti sono due: auto elettrica e idrogeno. Pensate che bello: circolazione silenziosa, dai tubi di scarico solo acqua e aromi deliziosi, cieli puliti e addio ai distributori di benzina! Nessuno però dice che ogni virtuoso chilowatt che muove le auto elettriche o che provenga dall’uso dell’idrogeno esce, ahimè, da centrali elettriche. Le quali, fino a che non sarà attuata la rivoluzione dell’eolico e del solare di grande produzione, funzionano proprio bruciando gli esecrati combustibili fossili. Da esse i chilowatt passano, lungo i fili e perdendo per strada molta energia, ai nostri motori a batteria. E, a proposito di batteria, che dire della corsa al litio e ad altri minerali capaci di sostenere la diffusione dei veicoli elettrici? E così l’idrogeno, fino a che non se ne troverà allo stato nativo e non inglobato in liquidi, altri gas o minerali, deve essere prodotto consumando energia, proveniente, in attesa di utilizzare elettricità da fonti rinnovabili, per la maggior parte  da centrali a combustibile. A questo punto ci si chiede se non sia più intelligente bruciare direttamente nei motori il petrolio e il gas  evitando le perdite per il trasporto e la produzione. Se tutti i milioni di auto circolanti fossero a batteria mi chiedo quale sarebbe la richiesta di energia alla quale le centrali dovrebbero far fronte. Tutto questo per ribadire ancora una volta &#8211; pur senza ricorrere allo slogan della “decrescita felice”- la necessità di darsi una calmata, di rivedere la razionalità e l’efficienza  dei nostri  comportamenti , la riduzione dei consumi e degli sprechi e l’adozione di stili di vita più responsabili e attenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2012/04/30/corsa-al-chilowatt/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Maledetto drink (vogliamo parlarne?)</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2012/03/18/maledetto-drink-vogliamo-parlarne/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2012/03/18/maledetto-drink-vogliamo-parlarne/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 21:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=243</guid>
		<description><![CDATA[Mi capita spesso la sera, vagabondando per i canali televisivi, di imbattermi (e gustare) film antichi, anche in bianco e nero. Quello che mi stupisce sempre in queste vecchie pellicole, è l’ossessiva presenza del fumo. Tutti, uomini e donne, vecchi e ragazzi, se ne stanno continuamente con la sigaretta in bocca. Con aria provocatoria le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi capita spesso la sera, vagabondando per i canali televisivi, di imbattermi (e gustare) film antichi, anche in bianco e nero. Quello che mi stupisce sempre in queste vecchie pellicole, è l’ossessiva presenza del fumo. Tutti, uomini e donne, vecchi e ragazzi, se ne stanno continuamente con la sigaretta in bocca. Con aria provocatoria le attrici, con piglio virile gli attori, inalberano il tubetto velenoso come un accessorio indispensabile al loro aplomb e alla loro vacillante sicurezza. E i grandi e disonesti produttori di tabacco pagavano cifre da capogiro agli attori disposti a comparire con la sigaretta in bocca. Sylvester Stallone si prese 500 mila dollari per fumare in cinque suoi film e Paul Newman (proprio lui!) ebbe un’ auto da 42.000 dollari per fumare nel film Harry &amp; Son. Accanto  a quest’orgia tabagistica si notava, soprattutto nei filmati di origine angloamericana, anche il continuo ricorso agli alcolici. <span id="more-243"></span>Ora (a parte risibili marchette di cinematografari in difficoltà economiche che ancora ci ammanniscono (con la scusa di ricreare atmosfere d’antan) scene di fumatori) nei film più seri e impegnati &#8211; vedi ad esempio il bellissimo “Social Network”in cui non compare una sola sigaretta &#8211; il fumo è praticamente bandito. Ma per gli alcolici l’ondata compulsiva infuria senza tregua. Così come, con l’invenzione del cinematografo e poi della televisione, le multinazionali del tabacco ebbero buon gioco, spendendo miliardi, nel creare schiere di candidati all’infarto e al cancro polmonare esibendo la sigaretta come simbolo di modernità e progresso (e difendendosi con laute elargizioni di denaro nei processi), adesso l’affare si è trasferito sull’alcol. Nei film italiani forse meno, ma sulle scene di pellicole straniere, soprattutto inglesi e americane, il drink impazza. E’ quasi impossibile che due persone s’incontrino tornando  a casa, in riunioni d’affari, in frementi pomiciate o in tavoli da gioco senza che compaia il bicchiere di whisky o di gin, il cocktail di aperitivo e di fine pasto, la bottiglia di vino o il boccale di birra, complementi considerati necessari e indispensabili per ogni relazione umana, dal cowboy alla squillo, dalla madre di famiglia al giocatore di baseball, dal romanziere al pescatore. In un recentissimo film inglese (“Another Year” peraltro noiosissimo, ancorchè omaggiato dalla critica), i protagonisti, tutti, sembrano candidati ai corsi di recupero degli Alcolisti Anonimi.  Gl’incontri si fanno solo “per bere qualcosa”, e non c’è momento in cui non tengano in mano bicchieri di vino, lattine di birra e non parlino di sbornie, esibendosi spesso (e si tratta di persone di media borghesia londinese e non di scaricatori di porto)  in misere esibizioni di ubriachezza. Questa subdola e strisciante propaganda sta alla base dell’incremento orribile dell’uso degli alcolici nei giovani e nei ragazzi, veicolato dall’equivoco termine “Happiy Hour” (ora felice per avvelenarsi). Poi ce ne accorgeremo e, come per il fumo, correremo troppo in ritardo ai ripari. Si è passati dal falsamente innocuo pezzo di pane imbevuto di vino dato ai bambini &#8211; (“fa buon sangue” ridevano scioccamente i genitori e i nonni) che sta alla base di tanto alcolismo nell’Italia del nord &#8211; al subdolo veicolo di bevande per ragazzi in cui il velenoso liquido è camuffato sotto succhi di frutta o innocenti beveraggi. I dati parlano chiaro. 14 anni è l’età media del primo contatto con l’alcol, 54% i casi in cui il primo contatto avviene in famiglia, 20% i ragazzi tra i 13 e 24 anni che han fatto esperienza di  “Binge drinking” fino a perdere i sensi, 9 milioni gli italiani con problemi di dipendenza dall’alcol, 25%  delle morti di giovani in Europa riconducibili all’alcol. Senza tener conto degli incidenti stradali, degli uxoricidi, delle risse mortali, dei danni neuropsichiatrici irreversibili, delle cirrosi e via discorrendo, addebitabili al “cicchetto”, al “goccetto”, al “drink”così ben reclamizzato sugli schermi. Schermi ormai fortunatamente quasi del tutto preclusi alle sigarette e non ancora aperti ai tristi riti della “canna”, dello “spinello” e di altre porcherie sicuramente dannose, soprattutto per i giovani, vittime incoscienti  degli immensi  guadagni lucrati sulla loro pelle.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2012/03/18/maledetto-drink-vogliamo-parlarne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra cani e gatti, gli uccellini</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2012/02/26/tra-cani-e-gatti-gli-uccellini/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2012/02/26/tra-cani-e-gatti-gli-uccellini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 18:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura in città]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=237</guid>
		<description><![CDATA[Da moltissimi anni gestisco nel terrazzino di casa mia unamangiatoia in cui d’inverno offro cibo agli uccellini affamati. Il menu principale di questo ristorante per uccelli ècostituito da semi di girasole, pezzi di grasso, mele spaccate in due e soprattutto briciole di torte e di biscotto che fanno la felicità di pettirossi e cinciallegre, passeri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da moltissimi anni gestisco nel terrazzino di casa mia unamangiatoia in cui d’inverno offro cibo agli uccellini affamati.</p>
<p>Il menu principale di questo ristorante per uccelli ècostituito da semi di girasole, pezzi di grasso, mele spaccate in due e soprattutto briciole di torte e di biscotto che fanno la felicità di pettirossi e cinciallegre, passeri e cinciarelle, capinere e occhiocotti.</p>
<p>Il mio barboncino Robin, con l’intelligenza imbarazzante propria dei cani della sua razza, se vede che prendo in cucina deibiscotti da sbriciolare per la mangiatoia, mi segue subito, molto interessato, per approfittare delle briciole che cadono sul pavimento del terrazzo.</p>
<p><span id="more-237"></span>Quando il gatto che avevamo prima osava uscire all’aperto, la fuga degli uccellini terrorizzati era immediata. D’altra parte tutti sanno che le mangiatoie per uccelli vanno messe in luoghi dove i felini non abbiano accesso. Purtroppo la mia gatta non si tirava indietro quando c’erada far preda. E una volta ebbi notizia del fatto che aveva divorato -riuscendoa sfuggire alle chiusure e ai divieti &#8211; un raro codirosso spazzacamino, solo scoprendo nella palla di pelo che aveva vomitato una penna rossa proveniente dalla codadello sfortunato volatile.</p>
<p>Bene: a differenza di quanto succedeva col gatto, il cane non suscita nessuna apprensione tra i commensali piumati che, addirittura, alla sua presenza, si affollano in maniera molto più intensa attorno al cibo che non in sua assenza.</p>
<p>Sono arrivato alla convinzione che, a parte l’ atavica esperienza dell’innocuità di un cane di piccola taglia nei confronti degli uccellini, essi sanno che la presenza di un cane nei dintorni tiene lontani i nemici felini.</p>
<p>Perché, anche se molto spesso cani e gatti (ne ho fatto esperienza) convivono benissimo, per i cani, come il giovane Robin, i gatti sono atavicamente degli animali da inseguire abbaiando. Magari però ritenendo prudente desistere dal chiassoso inseguimento quando uno di essi si ferma e lo guarda in maniera interrogativa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2012/02/26/tra-cani-e-gatti-gli-uccellini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un necrologio diverso</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2012/02/15/un-necrologio-diverso/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2012/02/15/un-necrologio-diverso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=231</guid>
		<description><![CDATA[Mi piacerebbe, una volta, leggere un necrologio così concepito: E&#8217;serenamente spirato, circondato dell&#8217;affetto dei suoi cari, l&#8217;Ingegnere Pinco Pallino Ne danno il triste annuncio la moglie Filomena, i figli Carlo con Annarita,Genoveffa con Luigi e figli, Armando e Cesira.Un ringraziamento particolare alla fedele Fabiana che l&#8217;ha assistito con affetto e al cane Bob che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe, una volta, leggere un necrologio così concepito:</p>
<p>E&#8217;serenamente spirato, circondato dell&#8217;affetto dei suoi cari, l&#8217;Ingegnere Pinco Pallino</p>
<p>Ne danno il triste annuncio la moglie Filomena, i figli Carlo con Annarita,Genoveffa con Luigi e figli, Armando e Cesira.Un ringraziamento particolare alla fedele Fabiana che l&#8217;ha assistito con affetto e al cane Bob che ha allietato gli ultimi anni della sua esistenza. Ecco, in un mondo in cui gli animali domestici sono oggetto di trattamenti schizofrenici che vanno da ignobili torture a passioni eccessive e consumistiche, credo che ai cani e ai gatti, canarini e pesci rossi, coniglietti e criceti, vadano riconosciuto meriti che molti umani non hanno.<span id="more-231"></span></p>
<p>Cioè quello di dare affetto disinteressato e generoso, di non nutrire rancori o invidie, di offrire tutto se stessi in una dedizione senza limiti o remore. Così penso che, anche nelle commemorazioni e nei necrologi (oltre che nei testamenti), vadano ricordati i nostri fratelli minori a quattro e a due zampe, villosi, piumati o squamosi che ci danno tutto senza chiedere nient&#8217;altro che un pò di rispetto e magari d&#8217;affetto. Vogliamo pensarci?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2012/02/15/un-necrologio-diverso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sapiens davvero?</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/12/21/sapiens-davvero/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2011/12/21/sapiens-davvero/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 14:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=223</guid>
		<description><![CDATA[Il grande Carlo Linneo, che nel suo Systema Naturae del 1758 definì la specie umana con la lusinghiera denominazione di Homo sapiens, dovrebbe rivoltarsi nella sua tomba posta nella cattedrale di Uppsala. Almeno a giudicare dai comportamenti dell’umanità di fronte alla catastrofe ecologica che si sta addensando sul Pianeta. Mentre i demografi più seri e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il grande Carlo Linneo, che nel suo Systema Naturae del 1758 definì la specie umana con la lusinghiera denominazione di Homo sapiens, dovrebbe rivoltarsi nella sua tomba posta nella cattedrale di Uppsala. Almeno a giudicare dai comportamenti dell’umanità di fronte alla catastrofe ecologica che si sta addensando sul Pianeta.</p>
<p>Mentre i demografi più seri e consapevoli mettono in guardia su una spasmodica e inarrestabile crescita della popolazione, che ha aggiunto quest&#8217;anno i 7 miliardi (erano solo 3 appena cinquant&#8217;anni fa) e marcia verso un traguardo di 9/10 miliardi tra meno di cinquant&#8217;anni, la specie del Sapiens continua a pullulare.<span id="more-223"></span></p>
<p>E se in Cina qualche segnale di resipiscenza appare, in India (1.160.813.000 abitanti nel 2009) il traguardo è di superare la popolazione<br />
della Cina (1.345.751.000) senza nemmeno pensare a quel che può succedere a un subcontinente in cui nel 1970 vivevano 523.000.000 di persone  (con una densità di 160 abitanti al chilometro quadrato), e oggi  la densità attuale è di 353 ab/kmq,  superiore a quella del popolosissimo Belgio.</p>
<p>E non c’è grande religione, monoteistica o meno, che non stimoli o addirittura imponga l&#8217;irresponsabile crescita demografica i cui effetti<br />
disastrosi vengono moltiplicati dalla crescita inarrestabile dei consumi, sia nelle società in via di sviluppo, sia in quelle ormai giunte ad un alto livello di benessere. Le quali non si curano in nessun modo di raffreddare i loro eccessivi consumi e devastazioni territoriali.</p>
<p>Non si spiegherebbero altrimenti l’aumento nelle vendite dei veicoli più grandi e inquinanti e le temperature domestiche sempre in crescita (contro le ammonizioni degli scienziati angosciati per il global warming ). Ancora, gli sprechi in continua ascesa, l�incremento nei consumi di carni bovine (tra le cause maggiori di inquinamento non solo atmosferico), la depredazione dei suoli coltivabili per la galoppante invasione del cemento e dell&#8217;asfalto e  per le colture intensive destinate a produrre carburanti per le auto (ai danni delle popolazioni rurali più povere e affamate).</p>
<p>Insomma, se un ravvedimento (imposto purtroppo da catastrofi ecologiche) non si verificherà, non c’è dubbio che la ottimistica  efinizione di Linneo sulla sapienza del genere umano subirà la più cocente smentita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2011/12/21/sapiens-davvero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dopo il Ruanda!</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/12/03/dopo-il-ruanda/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2011/12/03/dopo-il-ruanda/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 16:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=220</guid>
		<description><![CDATA[La notizia che l&#8217;Italia sia ancora scesa nella lista di Transparency International  delle Nazioni più corrotte del mondo dopo il Ruanda, mi induce ad alcune considerazioni. Già al 33° posto nel 1995, al tempo di Tangentopoli, la caduta del nostro Paese nel baratro della corruzione è stato continuo e inarrestabile, facendoci occupare oggi il 69° [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia che l&#8217;Italia sia ancora scesa nella lista di Transparency International  delle Nazioni più corrotte del mondo dopo il Ruanda, mi induce ad alcune considerazioni.</p>
<p>Già al 33° posto nel 1995, al tempo di Tangentopoli, la caduta del nostro Paese nel baratro della corruzione è stato continuo e inarrestabile, facendoci occupare oggi il 69° posto, con gravissime conseguenze non solo nel prestigio internazionale  ma anche nel settore delle nostre produzioni ed esportazioni. Basti pensare ad esempio al crollo continuo della nostra industria automobilistica, crollo peraltro aggravato negli ultimi anni in cui tutti i nostri telegiornali si esibivano in pubblicità gratuite alle case automobilistiche straniere, vedi quelle tedesche, i cui marchi comparivano continuamente sulle  vetture presidenziali e ministeriali di un governo cui poco o nulla importava la salute delle nostre aziende.</p>
<p><span id="more-220"></span></p>
<p>Di questo degrado penso abbia una certa responsabilità anche il nostro cinema, almeno quello più spasmodicamente amato dal grande pubblico.</p>
<p>Sere fa in televisione mi è capitato di vedere il film di Alberto Sordi, “Il tassinaro.</p>
<p>In questa pellicola sono, secondo me, concentrati tutti i difetti legati a questo genere di film comici (?) italiani ai quali, a mio parere, è pure legato il triste declino di ogni residuo di etica, di morale e addirittura di stile e di buon gusto che da qualche decennio ha relegato il nostro Paese agli ultimi gradini di una scala civile.</p>
<p>E credo che a pellicole come questa si riferisca il personaggio di Nanni Moretti nel film Ecce Bombo del 1978 in cui il protagonista, indignato per una conversazione al bar di stampo qualunquista (Tanto sono tutti uguali, rossi neri), esclama: Rossi, neri tutti uguali? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi?E, scaraventato fuori dal locale, si allontana inveendo Ve lo meritate Alberto Sordi!</p>
<p>Addebitare a questo monumento della filmografia nazionale il degrado in cui siamo immersi, è probabilmente ingiusto. Ma sono proprio la sua bravura (non ne ho perso un solo film, a iniziare da Mamma mia che impressione del 1951), la sua simpatia, la sua rinomanza e l&#8217;amore del pubblico- che ha affollato il suo funerale e gli fatto dedicare la Galleria Colonna a Roma &#8211; che costituiscono condizioni aggravanti.</p>
<p>Anche nei film più riusciti e decorosi (penso a capolavori come “Un borghese piccolo piccolo, Detenuto in attesa di giudizio, La Grande Guerra, Riusciranno i nostri eroi) traspaiono sempre tratti dell&#8217;iconografia classica dell&#8217;italiano medio, qualunquista, fedifrago, opportunista, corrotto, arrogante con i deboli, vile con i potenti.</p>
<p>Un modello di personaggio deteriore (che alla fine la fa franca) al quale sempre più, grazie agli schermi cinematografici e televisivi, tanti, tantissimi italiani, non si vergognano d&#8217;ispirarsi. Con tutti i risvolti di arroganza, di corruttela, di infedeltà politica e sociale di cui le cronache giudiziarie degli ultimi vent&#8217;anni ci parlano.</p>
<p>In questa galassia di film per così dire “umoristici” (anche se di vero humour non c’è traccia) che comprendono i cinepanettoni e altro ciarpame, così amati dal pubblico, c’è poi, soprattutto ultimamente, l’icona onnipresente dell&#8217;italiano eternamente arrapato, che fa le corna alla moglie, che mente spudoratamente ed esprime tutti quei comportamenti che, pur facendo sbellicare il pubblico meno acculturato, spinge all&#8217;emulazione e sdogana comportamenti asociali, protervi, cialtroneschi.</p>
<p>Se è vero, come dice e scrive Karl Popper, che la televisione “cattiva maestra induce alla violenza, soprattutto nei giovani, come non esumerne che anche i film intrisi di cattivo gusto, qualunquismo, menzogne e vigliaccherie non sdoganino simili comportamenti?D&#8217;altra parte, se il consumismo compulsivo (vedi quello verso i detersivi) viene stimolato dal bombardamento pubblicitario televisivo, come si può non pensare che anche  quello diretto verso oggetti come il lato B o i seni rifatti di tante povere ragazze non influisca su un atteggiamento sempre più rivolto al rapido (pur se illusorio) soddisfacimento di foie represse?</p>
<p>Non voglio, anche se so di correre questo rischio, essere tacciato di moralismo.E sono sicuro che mi verrà detto che l’immagine vera dell’italiano medio è proprio quella che si vede in queste pellicole (anche se spero che non sia così).</p>
<p>Ho visto e vedo continuamente film di altri paesi, certo non migliori del nostro.<br />
Ci sono anche in essi, è vero, personaggi negativi e comportamenti disgustosi. Ma sempre, o quasi sempre, tutto viene riscattato da tragici finali o da recuperi di dignità e di coraggio, anche in storie e protagonisti apparentemente negativi e squallidi.</p>
<p>A questo punto non mi viene assolutamente in testa il desiderio di auspicare una sia pur insignificante censura. Mi limito a constatare tristemente che, come il termometro segnala lo stato di sofferenza nel corpo umano, così queste rappresentazioni costituiscono il sintomo, grave (e forse cronico e incurabile) del degrado culturale e sociale che colpisce il nostro Paese e ci fa considerare sempre meno nel consesso internazionale, con conseguenze certamente non positive per l&#8217;economia e lo sviluppo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2011/12/03/dopo-il-ruanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/11/21/%e2%80%9cla-difesa-della-patria-e-sacro-dovere-del-cittadino%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2011/11/21/%e2%80%9cla-difesa-della-patria-e-sacro-dovere-del-cittadino%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=216</guid>
		<description><![CDATA[ “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. L’articolo 52 della nostra Costituzione parla  chiaro. Così come l’articolo 9 che recita: “La Repubblica tutela il paesaggio”. Prendendo lo spunto da questi due pilastri della nostra democrazia, mi sia consentito fare qualche considerazione basata sulle notizie riguardanti la cosiddetta Legge sulla Stabilità 2012 in discussione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><noscript></noscript></p>
<div id="gview-butter"> “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.<br />
L’articolo 52 della nostra Costituzione parla  chiaro.<br />
Così come l’articolo 9 che recita: “La Repubblica tutela il paesaggio”.<br />
Prendendo lo spunto da questi due pilastri della nostra democrazia, mi sia consentito fare qualche considerazione basata sulle notizie riguardanti la cosiddetta Legge sulla Stabilità 2012 in discussione in Parlamento.<br />
Per la difesa della Patria contro eventuali nemici esterni e per missioni militari sono previsti stanziamenti pari a 23.500 milioni di euro, ponendoci al 10° posto nella lista degli Stati con maggiori impegni nel campo delle spese militari.<span id="more-216"></span>Per difendere dagli attacchi interni come le aggressioni al suolo, alle acque, ai boschi, ai paesaggio, alle coste, alla biodiversità, (molto maggiori di quelli eventualmente sferrati contro di noi da altri Paesi del Globo) le previsioni di spesa, secondo il WWF, sono le seguenti:<br />
Per i 25 Parchi nazionali che difendono più del 10% del sacro suolo della Patria, assicurando aria pulita, fiumi limpidi, paesaggi intatti, biodiversità preziosa, turismo fiorente, piccoli borghi salvaguardati, la somma prevista per il 2012 ammonta a 3,3 milioni di euro (erano 7,7 milioni nella passata legge del 2011). Per tutte le altre voci di bilancio riguardanti  gli interventi sulla difesa del mare, le altre aree protette,  la Cites (Convenzione internazionale per le specie in via di estinzione e l’ISPRA, Istituto di ricerca del Ministero dell’Ambiente) ci sono in tutto poco più di  43 milioni.<br />
Insomma, quasi tutto il comparto difesa natura e biodiversità del Ministero. dell’Ambiente potrà contare su meno di 50 milioni di euro. Contro, è bene ricordarlo, i 23.500 milioni attribuiti alla Difesa.<br />
Basterebbe rinunciare all’acquisto di un solo cacciabombardiere F35 (122 milioni, ne dovremmo acquistare 131 dal 2013 al 2024) per mandare avanti per due anni e mezzo tutto il settore della difesa della natura dalle aggressioni interne che causano all’anno molte più vittime (basti pensare alle recenti alluvioni di Liguria e Toscana) di quelle potenzialmente sferrate da improbabili nemici esterni.<br />
Credo che il governo appena insediato dovrebbe fare qualche ragionamento su queste previsi9oni di bilancio, pur in una temperie così preoccupante come l’attuale.</div>
<p><script type="text/javascript" src="//ssl.gstatic.com/gb/js/sem_9ee91458c51c56d6313da3af97662fa5.js"></script>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2011/11/21/%e2%80%9cla-difesa-della-patria-e-sacro-dovere-del-cittadino%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I ricchi aiutino i PIGS</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/10/14/i-ricchi-aiutino-i-pigs/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2011/10/14/i-ricchi-aiutino-i-pigs/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=212</guid>
		<description><![CDATA[E’ facile e ingeneroso guardare dall’alto in basso, comefanno oggi le due nazioni più ricche e fortunate d’Europa, i paesicompresi nella definizione (poco divertente) di PIGS. Lascio da parte il Portogallo e l’Irlanda, sui quali mi è difficile fare considerazioni. Ma per i paesi mediterranei come la Grecia, la Spagna e l’Italia (che i più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ facile e ingeneroso guardare dall’alto in basso, comefanno oggi le due nazioni più ricche e fortunate d’Europa, i paesicompresi nella definizione (poco divertente) di PIGS.</p>
<p>Lascio da parte il Portogallo e l’Irlanda, sui quali mi è difficile fare considerazioni.</p>
<p>Ma per i paesi mediterranei come la Grecia, la Spagna e l’Italia (che i più malevoli a volte sostituiscono all’Irlanda nell’Idell’acronimo) qualcosa mi sento di poter dire.</p>
<p>I due paesi più doviziosi d’Europa, la Germania e la Francia sonobenedetti da Dio. Pianure opime, agricolture fiorenti grazie a climi generosi eregolari, risorse minerarie (vedi, per la Germania, carbone, ferro,idrocarburi, uranio), fiumi ampi e navigabili in gran parte, mari pescosi, industrie possenti, boschi produttivi.</p>
<p>Facciamo adesso il paragone tra i due Paesi europei che detengono l’economia più brillante e guardano con sufficienza gli altri, e laGrecia, la Spagna e l’Italia.<span id="more-212"></span></p>
<p>Iniziamo con la Grecia, pietra dello scandalo.</p>
<p>Ma la conoscete la Grecia? Ci siete mai stati? Avete visto i monti  chene ricoprono la maggioranza della superficie? Sono brulli, adatti solo alpascolo delle capre e delle pecore. E poi  3000 (tremila) tra isole e isolotti anch’essi aridi e nudi, da collegare con un’infinità di vaporettida una costa frastagliata e inospitale? E poche, pochissime pianure, fiumiquasi inesistenti, scarse risorse minerarie, un clima arido che non favorisce un’agricoltura redditizia.  Certo, ci sono la flotta e il turismo ma non sono certo sufficienti a mantenere un tasso di benessere confrontabile conquelli delle nazioni più ricche.</p>
<p>E veniamo alla Spagna. Un territorio in gran parte occupato dall’altopiano semidesertico della Meseta, poche pianure fertili e irrigabili (il 10% del totale), fiumi dal corsoirregolare e torrentizio, coste belle ma, per colpa dei passati governi, oramai impiastrate di cemento dai Pirenei a Gibilterra</p>
<p>Passiamo all’Italia.</p>
<p>Questa appendice contorta e dalla buffa sagoma, appesa al continente eurasiatico e oggi sotto tiro da parte delle autorità economiche e finanziariedi tutto il mondo, si può considerare un miracolo di sopravvivenza.</p>
<p>Anche perché al Bel Paese qualcuno gli ha detto male.</p>
<p>Pensate: un territorio ingombro per il 60/70 per cento da monti e colline dove l’agricoltura rende pochissimo. Poche e affollatissime pianure in cui si accalcano 200 abitanti al chilometro quadrato, affetti da un“mal della pietra” che li spinge a seppellire ogni anno sottocemento e asfalto decine di migliaia di ettari di terreno, in gran parteagricolo. Solo in Pianura Padana finiscono così 19 ettari al giorno.</p>
<p>E uno spezzettamento dei fondi agricoli che &#8211; con una superficie media di soli 7 ettariche  pure vantano la più alta produttività d’Europa  &#8211; non ha eguali nell’Unione Europea.</p>
<p>Aggiungete, a questo già difficile panorama, la giovinezza dei suoi rilievi causa di dissesto idrogeologico con frane e smottamenti, rovinosi,fiumi in gran parte a carattere instabile e torrentizio, pronti a causare alluvioni a ogni pioggia più forte del normale, incendi che divorano 80,000 ettari l’anno, frequenti terremoti e, ciliegina sulla torta, tre vulcani attivie altri pronti a eruttare. Sovrapponete a questi guai  una classe politica dicui è meglio non parlare, una malavita galoppante e invasiva, un’assenza quasi completa di senso civico (vedi i livelli di evasione e di abusivismo) eavrete le basi per giudicare l’Italia alla stregua di un paese del TerzoMondo.</p>
<p>Eppure, in tutto questo sconfortante panorama, gli italiani hanno saputo  nei secoli creare dei tesori di arte, tradizioni agricole egastronomiche di eccellenza, conservare una biodiversità ai massimi livelli inEuropa, fondare industrie tra le prime nel mondo, aumentare negli ultimisettant’anni le proprie foreste dal 20 al 30%  e le aree protette da 0,5al 20%.</p>
<p>Ora la situazione è grave. Ma, date le premesse, forse riusciremo auscire dall’abisso che ci si apre davanti.</p>
<p>In fondo, ne abbiamo viste di peggio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2011/10/14/i-ricchi-aiutino-i-pigs/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meduse e indifferenza</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/08/24/meduse-e-indifferenza/</link>
		<comments>http://www.fulcopratesi.it/2011/08/24/meduse-e-indifferenza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 11:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecomportamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulcopratesi.it/?p=208</guid>
		<description><![CDATA[Tra i tanti recenti fastidi estivi che assillano i bagnanti (oltre  alle orrende moto d’acqua, le pallonate in faccia, le zanzare e le radioline) non si può trascurare quello costituito dalle  meduse. Un tempo, l’arrivo di uno di questi animali in prossimità della battigia era l’occasione per un eccitante diversivo alla noia che imperava sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Tra i tanti recenti fastidi estivi che assillano i bagnanti (oltre  alle orrende moto d’acqua, le pallonate in faccia, le zanzare e le radioline) non si può trascurare quello costituito dalle  meduse.</p>
<p style="text-align: left;">Un tempo, l’arrivo di uno di questi animali in prossimità della battigia era l’occasione per un eccitante diversivo alla noia che imperava sotto l’ombrellone. E si organizzavano feroci pogrom a colpi di remo o di paletta contro l’innocua cupola gelatinosa orlata di violetto per esorcizzare le improbabili punture causate dai suoi tentacoli.<span id="more-208"></span></p>
<p style="text-align: left;">Oggi le meduse sono molto aumentate. Alle nostrane, di cui solo una, la rosea Pelagia noctiluca, (ggi in preoccupante aumento) è effettivamente urticante, se ne stanno aggiungendo altre, come la Caravella portoghese,sempre più diffusa nei nostri mari, i cui lunghi filamenti possono causare seri problemi.</p>
<p style="text-align: left;">Quali le ragioni del proliferare di questi celenterati, capaci di creare notevoli fastidi al turismo balneare?</p>
<p style="text-align: left;">In primo luogo il riscaldamento globale, dovuto all’Effetto Serra, che favorisce il pullulare delle meduse nostrane e apre la strada a specie provenienti da altri climi e da altri mari.</p>
<p style="text-align: left;">C’è poi la pesca che elimina le specie tradizionalmente nemiche delle meduse come soprattutto le tartarughe marine e i pesci luna che, vivendo a fior d’acqua, si nutrono in modo massiccio di queste gelatinose creature.</p>
<p style="text-align: left;">Ma la causa principale del loro pullulare va ricercata nella sovrappesca, peggiorata dalla pratica del bycatch la quale, rivolta al prelievo delle specie più commerciali e allo scarico in mare, morte, di tutte le altre forme di vita rimaste nella rete a strascico, depaupera pesantemente le classi giovanili di pesci che si nutrono delle meduse neonate che popolano il plancton, favorendo così il loro sviluppo e la loro, prima sconosciuta, moltiplicazione.</p>
<p style="text-align: left;">Dato che siamo in argomento balneare, vorrei esporre ai miei lettori un dubbio che mi assilla da anni e sul quale vorrei sentire il loro parere.</p>
<p style="text-align: left;">Succede spesso, nelle ultime estati, che qualche bagnante si senta male, sia travolto dalle onde o sia colpito da un improvviso malore e, nonostante gli sforzi dei soccorritori, perda la vita. Il corpo, così, resta pietosamente coperto da un telo, sulla spiaggia affollata dai bagnanti, in attesa che le autorità sopravvengano e svolgano le pietose operazioni del caso.</p>
<p style="text-align: left;">La gente, dopo un primo moto d’impressione e di dolore, torna alla proprie occupazioni. E un giornalista, riferendo della recente morte di uno sfortunato bagnante sulla spiaggia di Ostia, si indigna (come quasi sempre succede in casi analoghi sia sulla stampa sia in televisione) perché “tutt’attorno, la gente non si è mossa dai lettini, ha continuato a prendere il sole, a chiacchierare, a commentare quello che era successo. In molti hanno perfino fatto il bagno a pochi metri da quel lenzuolo che proteggeva dagli sguardi il corpo senza vita”.</p>
<p style="text-align: left;">Siccome questi episodi si ripetono tristemente tutte le estati (sono 15 le persone annegate dall’inizio di luglio tra Civitavecchia e Anzio e nei laghi vicino a Roma), mi domando cosa  un casuale testimone della disgrazia, dovrebbe fare in attesa della rimozione del cadavere, per evitare critiche e reprimende dei mass media.</p>
<p style="text-align: left;">Sostare in mesto e compunto atteggiamento in piedi attorno al corpo recitando preghiere per i defunti? Creare un silenzioso cordone sanitario per impedire che nelle vicinanze riprendano le attività non consone alla dignità della morte?  Procurare mazzi di fiori con cui coprire la salma? Cercare un sacerdote che impartisca le esequie e benedica il cadavere?</p>
<p style="text-align: left;">Sarebbe bene saperlo per sfuggire ai giudizi severi di chi vorrebbe comportamenti diversi da quelli disdicevoli per la loro indifferenza che il giornalista del Corriere della Sera ha stigmatizzato nel suo articolo di  oggi 22 agosto 2011.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulcopratesi.it/2011/08/24/meduse-e-indifferenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

