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	<title>Fulco Pratesi &#187; Senza categoria</title>
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	<description>il blog di Fulco Pratesi</description>
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		<title>Dopo il Ruanda!</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 16:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia che l&#8217;Italia sia ancora scesa nella lista di Transparency International  delle Nazioni più corrotte del mondo dopo il Ruanda, mi induce ad alcune considerazioni. Già al 33° posto nel 1995, al tempo di Tangentopoli, la caduta del nostro Paese nel baratro della corruzione è stato continuo e inarrestabile, facendoci occupare oggi il 69° [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia che l&#8217;Italia sia ancora scesa nella lista di Transparency International  delle Nazioni più corrotte del mondo dopo il Ruanda, mi induce ad alcune considerazioni.</p>
<p>Già al 33° posto nel 1995, al tempo di Tangentopoli, la caduta del nostro Paese nel baratro della corruzione è stato continuo e inarrestabile, facendoci occupare oggi il 69° posto, con gravissime conseguenze non solo nel prestigio internazionale  ma anche nel settore delle nostre produzioni ed esportazioni. Basti pensare ad esempio al crollo continuo della nostra industria automobilistica, crollo peraltro aggravato negli ultimi anni in cui tutti i nostri telegiornali si esibivano in pubblicità gratuite alle case automobilistiche straniere, vedi quelle tedesche, i cui marchi comparivano continuamente sulle  vetture presidenziali e ministeriali di un governo cui poco o nulla importava la salute delle nostre aziende.</p>
<p><span id="more-220"></span></p>
<p>Di questo degrado penso abbia una certa responsabilità anche il nostro cinema, almeno quello più spasmodicamente amato dal grande pubblico.</p>
<p>Sere fa in televisione mi è capitato di vedere il film di Alberto Sordi, “Il tassinaro.</p>
<p>In questa pellicola sono, secondo me, concentrati tutti i difetti legati a questo genere di film comici (?) italiani ai quali, a mio parere, è pure legato il triste declino di ogni residuo di etica, di morale e addirittura di stile e di buon gusto che da qualche decennio ha relegato il nostro Paese agli ultimi gradini di una scala civile.</p>
<p>E credo che a pellicole come questa si riferisca il personaggio di Nanni Moretti nel film Ecce Bombo del 1978 in cui il protagonista, indignato per una conversazione al bar di stampo qualunquista (Tanto sono tutti uguali, rossi neri), esclama: Rossi, neri tutti uguali? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi?E, scaraventato fuori dal locale, si allontana inveendo Ve lo meritate Alberto Sordi!</p>
<p>Addebitare a questo monumento della filmografia nazionale il degrado in cui siamo immersi, è probabilmente ingiusto. Ma sono proprio la sua bravura (non ne ho perso un solo film, a iniziare da Mamma mia che impressione del 1951), la sua simpatia, la sua rinomanza e l&#8217;amore del pubblico- che ha affollato il suo funerale e gli fatto dedicare la Galleria Colonna a Roma &#8211; che costituiscono condizioni aggravanti.</p>
<p>Anche nei film più riusciti e decorosi (penso a capolavori come “Un borghese piccolo piccolo, Detenuto in attesa di giudizio, La Grande Guerra, Riusciranno i nostri eroi) traspaiono sempre tratti dell&#8217;iconografia classica dell&#8217;italiano medio, qualunquista, fedifrago, opportunista, corrotto, arrogante con i deboli, vile con i potenti.</p>
<p>Un modello di personaggio deteriore (che alla fine la fa franca) al quale sempre più, grazie agli schermi cinematografici e televisivi, tanti, tantissimi italiani, non si vergognano d&#8217;ispirarsi. Con tutti i risvolti di arroganza, di corruttela, di infedeltà politica e sociale di cui le cronache giudiziarie degli ultimi vent&#8217;anni ci parlano.</p>
<p>In questa galassia di film per così dire “umoristici” (anche se di vero humour non c’è traccia) che comprendono i cinepanettoni e altro ciarpame, così amati dal pubblico, c’è poi, soprattutto ultimamente, l’icona onnipresente dell&#8217;italiano eternamente arrapato, che fa le corna alla moglie, che mente spudoratamente ed esprime tutti quei comportamenti che, pur facendo sbellicare il pubblico meno acculturato, spinge all&#8217;emulazione e sdogana comportamenti asociali, protervi, cialtroneschi.</p>
<p>Se è vero, come dice e scrive Karl Popper, che la televisione “cattiva maestra induce alla violenza, soprattutto nei giovani, come non esumerne che anche i film intrisi di cattivo gusto, qualunquismo, menzogne e vigliaccherie non sdoganino simili comportamenti?D&#8217;altra parte, se il consumismo compulsivo (vedi quello verso i detersivi) viene stimolato dal bombardamento pubblicitario televisivo, come si può non pensare che anche  quello diretto verso oggetti come il lato B o i seni rifatti di tante povere ragazze non influisca su un atteggiamento sempre più rivolto al rapido (pur se illusorio) soddisfacimento di foie represse?</p>
<p>Non voglio, anche se so di correre questo rischio, essere tacciato di moralismo.E sono sicuro che mi verrà detto che l’immagine vera dell’italiano medio è proprio quella che si vede in queste pellicole (anche se spero che non sia così).</p>
<p>Ho visto e vedo continuamente film di altri paesi, certo non migliori del nostro.<br />
Ci sono anche in essi, è vero, personaggi negativi e comportamenti disgustosi. Ma sempre, o quasi sempre, tutto viene riscattato da tragici finali o da recuperi di dignità e di coraggio, anche in storie e protagonisti apparentemente negativi e squallidi.</p>
<p>A questo punto non mi viene assolutamente in testa il desiderio di auspicare una sia pur insignificante censura. Mi limito a constatare tristemente che, come il termometro segnala lo stato di sofferenza nel corpo umano, così queste rappresentazioni costituiscono il sintomo, grave (e forse cronico e incurabile) del degrado culturale e sociale che colpisce il nostro Paese e ci fa considerare sempre meno nel consesso internazionale, con conseguenze certamente non positive per l&#8217;economia e lo sviluppo.</p>
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		<title>I ricchi aiutino i PIGS</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/10/14/i-ricchi-aiutino-i-pigs/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ facile e ingeneroso guardare dall’alto in basso, comefanno oggi le due nazioni più ricche e fortunate d’Europa, i paesicompresi nella definizione (poco divertente) di PIGS. Lascio da parte il Portogallo e l’Irlanda, sui quali mi èdifficile fare considerazioni. Ma per i paesi mediterranei come la Grecia, la Spagna e l’Italia(che i più malevoli a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ facile e ingeneroso guardare dall’alto in basso, comefanno oggi le due nazioni più ricche e fortunate d’Europa, i paesicompresi nella definizione (poco divertente) di PIGS.</p>
<p>Lascio da parte il Portogallo e l’Irlanda, sui quali mi èdifficile fare considerazioni.</p>
<p>Ma per i paesi mediterranei come la Grecia, la Spagna e l’Italia(che i più malevoli a volte sostituiscono all’Irlanda nell’Idell’acronimo) qualcosa mi sento di poter dire.</p>
<p>I due paesi più doviziosi d’Europa, la Germania e la Francia sonobenedetti da Dio. Pianure opime, agricolture fiorenti grazie a climi generosi eregolari, risorse minerarie (vedi, per la Germania, carbone, ferro,idrocarburi, uranio), fiumi ampi e navigabili in gran parte, mari pescosi,industrie possenti, boschi produttivi.</p>
<p>Facciamo adesso il paragone tra i due Paesi europei che detengonol’economia più brillante e guardano con sufficienza gli altri, e laGrecia, la Spagna e l’Italia.<span id="more-212"></span></p>
<p>Iniziamo con la Grecia, pietra dello scandalo.</p>
<p>Ma la conoscete la Grecia? Ci siete mai stati? Avete visto i monti  chene ricoprono la maggioranza della superficie? Sono brulli, adatti solo alpascolo delle capre e delle pecore. E poi  3000 (tremila) tra isole e isolotti anch’essi aridi e nudi, da collegare con un’infinità di vaporettida una costa frastagliata e inospitale? E poche, pochissime pianure, fiumiquasi inesistenti, scarse risorse minerarie, un clima arido che non favorisceun’agricoltura redditizia.  Certo, ci sono la flotta e il turismo ma nonsono certo sufficienti a mantenere un tasso di benessere confrontabile conquelli delle nazioni più ricche.</p>
<p>E veniamo alla Spagna. Un territorio in gran parte occupatodall’altopiano semidesertico della Meseta,poche pianure fertili e irrigabili (il 10% del totale), fiumi dal corsoirregolare e torrentizio, coste belle ma, per colpa dei passati governi, oramaiimpiastrate di cemento dai Pirenei a Gibilterra</p>
<p>Passiamo all’Italia.</p>
<p>Questa appendice contorta e dalla buffa sagoma, appesa al continenteeurasiatico e oggi sotto tiro da parte delle autorità economiche e finanziariedi tutto il mondo, si può considerare un miracolo di sopravvivenza.</p>
<p>Anche perché al Bel Paese qualcuno gli ha detto male.</p>
<p>Pensate: un territorio ingombro per il 60/70 per cento da monti ecolline dove l’agricoltura rende pochissimo. Poche e affollatissimepianure in cui si accalcano 200 abitanti al chilometro quadrato, affetti da un“mal della pietra” che li spinge a seppellire ogni anno sottocemento e asfalto decine di migliaia di ettari di terreno, in gran parteagricolo. Solo in Pianura Padana finiscono così 19 ettari al giorno.</p>
<p>E uno spezzettamento dei fondi agricoli che &#8211; con una superficie mediadi soli 7 ettariche  pure vantano la più alta produttività d’Europa  &#8211; non ha egualinell’Unione Europea.</p>
<p>Aggiungete, a questo già difficile panorama, la giovinezza dei suoirilievi causa di dissesto idrogeologico con frane e smottamenti, rovinosi,fiumi in gran parte a carattere instabile e torrentizio, pronti a causarealluvioni a ogni pioggia più forte del normale, incendi che divorano 80,000 ettaril’anno, frequenti terremoti e, ciliegina sulla torta, tre vulcani attivie altri pronti a eruttare. Sovrapponete a questi guai  una classe politica dicui è meglio non parlare, una malavita galoppante e invasiva, un’assenzaquasi completa di senso civico (vedi i livelli di evasione e di abusivismo) eavrete le basi per giudicare l’Italia alla stregua di un paese del TerzoMondo.</p>
<p>Eppure, in tutto questo sconfortante panorama, gli italiani hannosaputo  nei secoli creare dei tesori di arte, tradizioni agricole egastronomiche di eccellenza, conservare una biodiversità ai massimi livelli inEuropa, fondare industrie tra le prime nel mondo, aumentare negli ultimisettant’anni le proprie foreste dal 20 al 30%  e le aree protette da 0,5al 20%.</p>
<p>Ora la situazione è grave. Ma, date le premesse, forse riusciremo auscire dall’abisso che ci si apre davanti.</p>
<p>In fondo, ne abbiamo viste di peggio.</p>
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		<title>IL 12 E IL 13,TUTTI A VOTARE PER LA SALUTE, L&#8217;ACQUA e LA GIUSTIZIA!</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/06/06/referendum/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 09:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi, come me, ha partecipato a tutti i referendum indetti nel nostro Paese (tranne quello del 1946 tra Monarchia e Repubblica) la prossima scadenza referendaria rappresenta un appuntamento irrinunciabile. Poter, dopo il precedente referendum contro il nucleare, tornare alle urne contro questa forma di energia pericolosa, costosissima e in declino, dovrebbe essere un obbligo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi, come me, ha partecipato a tutti i referendum indetti nel nostro Paese (tranne quello del 1946 tra Monarchia e Repubblica) la prossima scadenza referendaria rappresenta un appuntamento irrinunciabile.<span id="more-195"></span> Poter, dopo il precedente referendum contro il nucleare, tornare alle urne contro questa forma di energia pericolosa, costosissima e in declino, dovrebbe essere un obbligo per tutti, di destra o di sinistra, di centro o astensionista.</p>
<p>Se a questa chiamata alle armi contro le centrali atomiche si accompagna quella in difesa di un bene pubblico come l’acqua, sostenuta da una raccolta di firme che ha superato le 1.400.000 sottoscrizioni, credo che pochi elettori, anche se affaticati dalle recenti elezioni amministrative, sfuggiranno alla tentazione di andare al mare (o magari si tratterranno in città per quei pochi minuti che la votazione richiede) per affermare il proprio diritto a decidere sul futuro proprio e dei propri figli.<br />
Non credo che i pochi lettori di questo blog abbiano bisogno di istruzioni su come agire per onorare il proprio dovere di elettore.<br />
In tutti i casi, ecco qualche indicazione.</p>
<p>Scheda grigia: il nucleare</p>
<p>Un SI per cancellare la legge che consente di costruire centrali nucleari in Italia.</p>
<p>Due Schede, la rossa e la gialla: l’acqua</p>
<p>Due SI per conservarla. Evitando che vengano privatizzati i sistemi di distribuzione di questo bene prezioso.</p>
<p>Una Scheda, verde chiara: il legittimo impedimento.</p>
<p>Vota SI se vuoi che tutti i cittadini debbano, se chiamati in giudizio, presentarsi in tribunale per le udienze;<br />
Vota NO se preferisci che i membri del governo in carica siano esonerati, nel periodo della loro carica, dall’essere giudicati.</p>
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		<title>Viaggio in Calabria</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 13:00:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oramai parlar male del Meridione e della Calabria in particolare è quasi un obbligo. Come un obbligo è quello di denigrare le nostre ferrovie. Ultimamente, però, ho avuto l’occasione di fare un viaggio in treno per Catanzaro. Sono partito accompagnato da auguri preoccupati e da previsioni funeree.  Mi prospettavano ritardi colossali, convivenza con mangiatori di n’duja [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai parlar male del Meridione e della Calabria in particolare è quasi un obbligo. Come un obbligo è quello di denigrare le nostre ferrovie. Ultimamente, però, ho avuto l’occasione di fare un viaggio in treno per Catanzaro. Sono partito accompagnato da auguri preoccupati e da previsioni funeree.  Mi prospettavano ritardi colossali, convivenza con mangiatori di n’duja e vino Cirò, bagni fetenti e vociare di telefonini. E poi cibi pesantissimi e pieni di peperoncino, ristoranti pieni di chiasso e fumo.<span id="more-187"></span>E’ andata così.</p>
<p>Salgo sul treno Frecciargento in partenza alle 17.30. Non ci crederete: il convoglio è partito al secondo (cosa che non mi è mai accaduta, in genere i ritardi, inspiegabili, alla partenza, si  sommano con quelli all�arrivo).</p>
<p>Ma evento ancor più memorabile è stato l’arrivo, puntualissimo, dopo solo quattro ore, a Lamezia Terme.</p>
<p>Dalla stazione, una breve camminata mi ha portato a un piccolo delizioso albergo a quattro stelle: 77 euro per camera matrimoniale, letto magnifico, stupenda colazione, anche all&#8217;americana, cornetti e pane fresco (di domenica!), quotidiani a disposizione alle 8.00 di mattina e, nella hall,<br />
contenitore con mele a disposizione dei clienti.</p>
<p>Dopo una giornata di lavoro con simpatiche persone e un ottimo pranzo, alle 18.30 ho preso a Lamezia il treno per Roma. Non la Frecciargento ma un Eurostar: partenza al minuto, arrivo a Roma con cinque minuti di anticipo (dopo 5 ore di viaggio e numerose stazioni !), riposatissimo.</p>
<p>Unico neo: sul sedile vicino a me un giovanotto molto fiero nei suoi elegantissimi jeans all&#8217;ultima moda fatti a pezzi, scoloriti, sdruciti e rattoppati. Per me che odio questo indumento (oltretutto responsabile, nella sua versione delavé, di molti morti per silicosi in Turchia e altri paesi del Terzo Mondo) non è stata una compagnia  piacevole, ma pazienza.</p>
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		<title>Libri: si faccia attenzione</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/02/23/183/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 10:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un famoso quadro di Paul Klee era intitolato “Leoni.Si faccia attenzione”. Questo monito varrebbe anche per quanto riguarda i libri, che sono, in questi ultimi anni protagonisti di un’alluvione irrefrenabile, stimolata anche dal fatto che spesso divengono occasioni di comparsate televisive con notevoli ricadute sulle vendite e sulla notorietà dell’autore. Ed è piuttosto singolare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un famoso quadro di Paul Klee era intitolato “Leoni.Si faccia attenzione”. Questo monito varrebbe anche per quanto riguarda i libri, che sono, in questi ultimi anni protagonisti di un’alluvione irrefrenabile, stimolata anche dal fatto che spesso divengono occasioni di comparsate televisive con notevoli ricadute sulle vendite e sulla notorietà dell’autore.<br />
Ed è piuttosto singolare che quasi tutti (politici o meno) che si trovino a un tratto senza lavoro, o in una fase di minore visibilità,  non abbiano di meglio da fare, come rimedio, che minacciare di scrivere un libro. E il guaio è che spesso lo scrivono, magari in poche settimane. Chi scrive libri sa quanto tempo occorra per buttar giù una decina di cartelle al giorno, non facendo altro. Invece, persone anche impegnatissime riescono a sfornare best seller in pochi giorni. Beati loro!.<br />
Che si scrivano più libri di quanti se ne vendano o leggano pare sia accertato. <span id="more-183"></span>Per me (che mi considero in parte accomunato alla categoria di coloro che scrivono libri , più che di quella degli scrittori in servizio permanente effettivo) i problemi nascono con le richieste di amici o estimatori di scrivere qualcosa nelle loro opere dell’ingegno.<br />
Così mi trovo, per non sapere mai dire di no, a produrre (a titolo quasi sempre gratuito), prefazioni, introduzioni, postfazioni, presentazioni di libri di ogni genere, anche se per la maggior parte fortunatamente attinenti alle mie competenze.<br />
Saggi, volumi illustrati “da salotto buono”, romanzi a sfondo ecologico, relazioni scientifiche, traduzioni, opuscoli, manuali, guide naturalistiche, cataloghi di mostre accolgono le mie considerazioni ed elogi.<br />
Siccome mi piace scrivere e non fatico molto, ne faccio, come ho detto, molte.<br />
E poi me le dimentico.<br />
Il guaio arriva dopo.<br />
Quando cioè, nella mia casa o nel mio studio, già straripante di volumi in maniera disperante, mi arriva un pacco pesantissimo. Con tanti libri. Copie di libri (ai quali  mi ero quasi dimenticato di aver in qualche modo collaborato) di aspetti diversi.<br />
I peggiori sono quelli di formati anomali (quadrati o grandissimi) che non so come o dove sistemare, magari con foto memorabili ma che però, una volta sfogliati e ammirati, restano in un angolo a prendersi la polvere. E mi riesce difficile di regalare o vendere da quando mi è capitato di ricevere da uno sconosciuto un libro acquistato in una bancarella con un’affettuosa dedica al sottoscritto.<br />
C’è poi il pericolo di essere convocati per le presentazioni. Così mi tocca andare in sale magari lontane o impervie, con un pubblico spesso molto esiguo, e passare una serata a decantare i pregi dell’opera.<br />
Ma non è finita.<br />
Spesso, inopinatamente, il mio sproloquio (avviene anche in conferenze e dibattiti) viene registrato. E fin qui poco male.<br />
Il dramma sorge quando un gentile organizzatore mi’invia il testo chiedendomi di rivederlo e approvarlo per la stampa.<br />
Io parlo in genere male, molto in fretta e, come sostiene mia moglie” con una loquela “insaponata”.<br />
E di conseguenza lo sbobinamento ha effetti devastanti e spesso umoristici.<br />
Mentre impiego poco tempo a scrivere un articolo decoroso, rivedere e rendere presentabile un’ora di chiacchierata rasenta l’impossibile. E il risultato è molto spesso pietoso, tanto da farmi passare giorni d’angoscia nell’attesa di vederlo pubblicato.</p>
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		<title>Meraviglie della moda</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 11:37:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi capita spesso &#8211; mi arrivano con i quotidiani al mattino -  di leggere delle belle riviste patinate dedicate al pubblico maschile e femminile che parlano molto di moda. Dato che ho il vizio di leggere tutto, ma proprio tutto, m’interessano e mi divertono le pubblicità redazionali di questo o quell’accessorio o indumento. E quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi capita spesso &#8211; mi arrivano con i quotidiani al mattino -  di leggere delle belle riviste patinate dedicate al pubblico maschile e femminile che parlano molto di moda.</p>
<p>Dato che ho il vizio di leggere tutto, ma proprio tutto, m’interessano e mi divertono le pubblicità redazionali di questo o quell’accessorio o indumento.</p>
<p>E quando si parla di jeans (un pantalone che odio da sempre) non perdo l’occasione di informarmi.</p>
<p>Già li odiavo per la loro stolida omologazione che accomuna il cavaliere d’industria al rapinatore di strada. Poi li detesto per la loro scomodità: freddi d’inverno e caldi d’estate e fastidiosi per l’apparato genitale maschile ma soprattutto femminile. Poi le tasche poste in posizioni forse utili per i cowboy ma faticose per utenti comuni. Per non parlare della cortissima chiusura lampo e delle nuove detestabili mode di portarli stracciati, rattoppati e soprattutto sbiancati con tecniche basate su sabbiature che han portato alla morte per silicosi molti poveri operai in Turchia e in Estremo oriente.<span id="more-179"></span>Detto tutto questo, mi piace descrivervi un capo reclamizzato su un settimanale.</p>
<p>La  foto di  un orrendo cencio azzurrastro serve a illustrare   il “denim color indaco d’ispirazione anni Settanta al delavé con abrasioni e rammendi fatti a mano, passando per gli stone washed con effetto dirty”.</p>
<p>Il prezzo di questo capolavoro dell’arte modaiola? Solo 199 euro.</p>
<p>Per chi invece ama le penne stilografiche, un altro magazine lancia un modellino definito “dal design pulito per chi non ama gli eccessi”. Si tratta di una collezione di penne “con fusto in titanio con sottili anelli placcati di platino” mentre “il  pennino della stilografica è in oro bianco”.</p>
<p>Un gioiellino, per chi non ama gli eccessi, per soli 495 euro, il costo di due delle magnifiche brache “con effetto dirty” illustrate più sopra.</p>
<p>Vi par poco?</p>
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		<title>Ritorno dall’India.</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2011/01/08/ritorno-dall%e2%80%99india/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 15:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come avevo promesso, vi racconto del nostro viaggio (mia moglie, io e dodici tra figli e nipoti) nell’India nord-occidentale. Nonostante i pronostici, il viaggio (12 giorni) è andato benissimo. Faticoso: tragitti anche di 10 ore consecutive in pullman su strade sconnesse senza possibilità di gabinetti (tutti assieme tra i cespugli), cibi piccantissimi, pernottamenti in alberghi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come avevo promesso, vi racconto del nostro viaggio (mia moglie, io e dodici tra figli e nipoti) nell’India nord-occidentale.<br />
Nonostante i pronostici, il viaggio (12 giorni) è andato benissimo. Faticoso: tragitti anche di 10 ore consecutive in pullman su strade sconnesse senza possibilità di gabinetti (tutti assieme tra i cespugli), cibi piccantissimi, pernottamenti in alberghi, lodge nei Parchi Nazionali, antiche dimora di Maharaja, attendamenti, nessuno si è sentito male (neppure i bambini piccoli e gli anziani come me e Fabrizia, 76 e 74 anni). L’esperienza è stata fenomenale: villaggi con tanti bambini festanti, vacche sacre, campi di cotone, canna da zucchero, banane, cocco, lenticchie, bottegucce e sari multicolori, feste di paese e paesaggi bellissimi.<span id="more-169"></span>La natura indiana, nel nostro itinerario partito da Delhi e arrivato a Bombay, ha comportato la visita a quattro Parchi Nazionali: Sariska e Ranthambore nel  Rajasthan, Velvadar e Sasan Gir nel Gujarat, (più monumenti e città varie, da Udaipur a Jaipur).<br />
Nei PN la natura è magistralmente conservata (abbiamo visto tigri e leopardi, iene, sciacalli, i rarissimi leoni indiani e un’infinità di cervi e antilopi, uccelli stupendi &#8211; dai pavoni selvaggi alle damigelle di Numidia, dai pellicani ai marabù. In più coccodrilli e varani, scoiattoli e caracal).<br />
Ma al di fuori da queste aree protette la natura è praticante scomparsa, sostituita da immense e curatissime coltivazioni e da colline denudate per i tagli eccessivi e la spasmodica ricerca di legna da ardere che porta alla mutilazione degli alberi anche lungo le strade.<br />
Dal mio primo viaggio in questo grande Paese, nel 1970, ho dovuto constatare la scomparsa di tanti piccoli gioielli di natura che arricchivano allora la campagna: stagni con ninfee rosa, gru antigoni e pavoni a spasso nei campi, pappagalli e scoiattoli sugli alberi lungo le strade, antilopi e gazzelle negli incolti, avvoltoi  e nibbi alle prese con le carogne rimaste nelle cunette stradali. (Oggi gli avvoltoi sono scomparsi da tutta l’India per colpa del Voltaren , un medicinale contenuto nelle carcasse dei bovini di cui essi si nutrivano compiendo un’insostituibile azione di igiene).<br />
Sono passati appena quarant’anni da allora.<br />
Cosa è successo? E’ presto detto: eliminata ogni forma di controllo demografico dei tempi di Indira Gandhi, la popolazione è letteralmente esplosa: dai 500 milioni del 1970 si è passati (in soli 40 anni!) ai 1.150 milioni del 2010. La densità di popolazione è salita, di conseguenza, dai 160 abitanti al chilometro quadrato di allora ai 350 di oggi (in Italia siamo a 200 ab/kmq). E la crescita non accenna a diminuire.<br />
Una riprova in più a testimonianza di quanto &#8211; in contrasto con i sostenitori di una crescita demografica illimitata purtroppo ancora molto diffusi &#8211; dell’opera devastante che tale fenomeno produce nella sempre più rara e preziosa biodiversità naturale alla quale l’anno appena trascorso era stato dall’ONU consacrato.</p>
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		<title>Natale con i tuoi</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 10:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario matrimonio]]></category>
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		<description><![CDATA[2010: Anno  dedicato dall’ONU alla difesa della Biodiversità del Pianeta. Ed è anche, per il calendario cinese, l’Anno della Tigre.  Così mia moglie ed io abbiamo deciso di legare le vacanze di fine anno &#8211; sfuggendo agli ormai consunti riti di un Natale divenuto consumistico -  a queste due scadenze. Sfruttando anche il fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2010: Anno  dedicato dall’ONU alla difesa della Biodiversità del Pianeta. Ed<br />
è anche, per il calendario cinese, l’Anno della Tigre.  Così mia moglie ed<br />
io abbiamo deciso di legare le vacanze di fine anno &#8211; sfuggendo agli ormai<br />
consunti riti di un Natale divenuto consumistico -  a queste due scadenze.<br />
<span id="more-165"></span>Sfruttando anche il fatto che nel 2010 cade l&#8217;anniversario del nostro felice<br />
matrimonio, festeggeremo le Nozze d&#8217;Oro (oramai un&#8217;evenienza rara per le<br />
famiglie italiane dalle molteplici unioni) in un viaggio legato alla<br />
salvezza delle ultime 3.200 tigri.</p>
<p>Evitando cenoni e inutili regali destinati ad astuti riciclaggi e sfuggendo<br />
all&#8217;incivile pratica dei botti, partiremo tra breve per l&#8217;India nord<br />
occidentale.</p>
<p>E, seguendo il proverbio che recita Natale con i tuoi, porteremo con noi<br />
figli e nipoti, toccando Parchi Nazionali e Riserve Naturali ove è più<br />
intensa la campagna in difesa di questo magnifico felino e degli ultimi<br />
esemplari degli altrettanto importanti e minacciati ultimi 300 leoni<br />
asiatici.<br />
Siamo convinti che, superando le difficoltà di un viaggio così impegnativo,<br />
figli e nipoti (anche molto piccoli) potranno allargare, sotto mille<br />
aspetti, la loro visione del mondo e si renderanno conto personalmente di<br />
come si viva in un ambiente tanto diverso dal nostro: quello dell&#8217;India<br />
rurale. Speriamo anche che capiscano ancor meglio (che non attraverso le<br />
parole così spesso ascoltate in famiglia), quanto importante e necessario<br />
sia l’impegno di tutti noi in difesa della natura. Questo in realtà, oltre<br />
alla gioia di godere insieme delle ricchezze naturali e culturali<br />
dell’India, è il fine più importante del viaggio<br />
Sarà un viaggio iniziatico per i giovani e che probabilmente per me e mia<br />
moglie chiuderà una stagione, partita decine di anni fa, di viaggi, di<br />
servizi fotografici, di esperienze superbe e di impegno ambientale  e<br />
sociale che ha cementato la nostra unione.<br />
Così, per qualche giorno, il mio blog non comparirà mentre, al ritorno,<br />
spero di potervi parlare delle nostre esperienze</p>
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		<title>Segnali di speranza</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 16:25:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In fondo, per rallegrarci la vita anche in questi tempi grami e tristi bastano pochi segnali. Ve ne indico qualcuno, sul modello dell’elenco “I Giusti” di J. Borges che riporto in fondo al mio testo. -Le persone che ringraziano e sorridono, pur avendo diritto di precedenza, quando un automobilista si ferma alle strisce pedonali. -Chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In fondo, per rallegrarci la vita anche in questi tempi grami e tristi bastano pochi segnali.<br />
Ve ne indico qualcuno, sul modello dell’elenco “I Giusti” di J. Borges che riporto in fondo al mio testo.<br />
-Le persone che ringraziano e sorridono, pur avendo diritto di precedenza, quando un automobilista si ferma alle strisce pedonali.<br />
-Chi gode a tenere qualche fiore sul davanzale per la gioia dei passanti.<br />
-Sentire uscire da un’automobile una sinfonia di Mozart invece del tremendo tambureggiamento della musica techno.<span id="more-158"></span>-Accorgersi che le stelle ci sono ancora.<br />
-Vedere un padre che spinge la carrozzina.<br />
-Una persona che raccoglie diligentemente gli escrementi del suo cane.<br />
-Chi, sulla spiaggia, porta via i rifiuti, anche se lasciati da altri.<br />
-Osservare con gioia gli uccellini che vengono a nutrirsi sulla mangiatoia.<br />
-Sentire anche in città il profumo delle magnolie, dell’Olea fragrans, dei fiori d’arancio di via Bissolati a Roma.<br />
-Godere degli ormai rarissimi giochi di bambini nei cortili.<br />
-Seminare e veder germogliare un seme di nespola o di avocado rimasto nel piatto.<br />
-Scoprire che la ragazzina che ci siede vicino in treno legge Anna Karenina.</p>
<p>I GIUSTI di J.L.Borges</p>
<p>“Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.<br />
Chi è contento che sulla terra esista la musica.<br />
Chi scopre con piacere un’etimologia.<br />
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.<br />
Il ceramista che intuisce un colore o una forma.<br />
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.<br />
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.<br />
Chi accarezza un animale addormentato.<br />
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.<br />
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.<br />
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.</p>
<p>Tali persone, che s’ignorano, stanno salvando il mondo.</p>
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		<title>In auto senza guidatore</title>
		<link>http://www.fulcopratesi.it/2010/10/20/in-auto-senza-guidatore/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 17:19:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una bellissima notizia è apparsa pochi giorni fa sui giornali dedicati agli amanti delle automobili. Pare che gli scienziati di una casa automobilistica stiano per mettere sul mercato, tra pochi anni, una vettura che può circolare senza che nessuno la guidi. Nel senso che essa, naturalmente ibrida e a consumi limitati, sa già come fare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una bellissima notizia è apparsa pochi giorni fa sui giornali dedicati agli<br />
amanti delle automobili.<br />
Pare che gli scienziati di una casa automobilistica stiano per mettere sul<br />
mercato, tra pochi anni, una vettura che può circolare senza che nessuno la<br />
guidi.<br />
<span id="more-148"></span>Nel senso che essa, naturalmente ibrida e a consumi limitati, sa già come<br />
fare, grazie a sensori, computer di bordo e altre raffinate tecniche, per<br />
portare a destinazione i suoi occupanti.<br />
Pensate che bello: si sale a bordo e si può passare il tempo leggendo,<br />
telefonando, chiacchierando e lavorando senza i problemi di sorpasso,<br />
divieti, limiti di velocità, caselli autostradali, incidenti e via<br />
discorrendo. Il viaggio potrà svolgersi pacificamente, offrendo la visione<br />
di un paesaggio incorniciato da guardrail e cartelli pubblicitari, stando<br />
ben stretti con gli altri passeggeri che ci accompagneranno nel viaggio,<br />
potendo anche fumare.<br />
Ma nessuno dice che questo veicolo senza problemi (a parte la possibilità di<br />
fumare) esiste già. Ci permette di rilassarci leggendo e lavorando,<br />
telefonando e ammirando il paesaggio senza problemi (e senza ostacoli<br />
pubblicitari) e, in più, consentendoci di conoscere persone interessanti,<br />
mangiare e di andare al gabinetto senza dover aspettare lAutogrill.<br />
Questo rivoluzionario veicolo si chiama treno.<br />
E nonostante la diffusissima  passione auto maniaca, non solo italica,<br />
ancora costringa i viaggiatori a servirsi di automobili (inquinanti,<br />
stancanti, pericolose e costose) o di aerei (inquinanti, stancanti, pieni di<br />
fastidi ai passaggi di sicurezza,) il treno (pacifico, sereno, ecologico e<br />
poco invadente nei confronti del paesaggio) sta sempre più prendendo piede<br />
con grande disappunto dei gestori delle linee aeree e degli appaltatori<br />
autostradali.<br />
Ma il futuro è della ferrovia.</p>
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