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	<title>Fulco Pratesi &#187; Ecologia</title>
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	<description>il blog di Fulco Pratesi</description>
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		<title>22 MAGGIO FESTA DELLE OASI WWF</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 17:36:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[nche questa primavera, precisamente il 22 maggio, le Oasi del WWF (l’associazione internazionale di difesa della natura che quest’anno compie 50 anni dalla sua fondazione) sono aperte gratuitamente al pubblico. Si tratta di più di cento tesori di biodiversità, che vanno dai boschi della Valtrigona in Trentino alle spiagge dell’Oasi di Torre Salsa in Sicilia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nche questa primavera, precisamente il 22 maggio, le Oasi del WWF (l’associazione internazionale di difesa della natura che quest’anno compie 50 anni dalla sua fondazione) sono aperte gratuitamente al pubblico.<br />
Si tratta di più di cento tesori di biodiversità, che vanno dai boschi della Valtrigona in Trentino alle spiagge dell’Oasi di Torre Salsa in Sicilia, dalla Laguna di Orbetello alla grande foresta di Monte Arcosu in Sardegna, regno del raro cervo sardo.<span id="more-192"></span>Il 2011, che l’Onu ha dichiarato Anno delle Foreste, il WWF Italia ha lanciato una grande raccolta fondi per finanziare l’acquisto e la gestione di tre rare e minacciate foreste in tre località italiane. La prima, adiacente alla già esistente Oasi lombarda della Valpredina (di cui costituirebbe un necessario ampliamento) servirà a evitare la caccia, il bracconaggio, i tagli boschivi e altre minacce, aiutando gli animali, dai caprioli ai tassi, dagli scoiattoli alle salamandre giallo nere che in essa vivono.<br />
La seconda area, che verrà presa in gestione, si trova nel Lazio ed è costituita da una piccola  foresta su terreno paludoso ultima reliquia delle selve impaludate che accompagnavano il litorale a nord di Roma, oggi assediato dal grande sviluppo delle  costruzioni di seconde case. In essa, oltre a un gran numero di uccelli, si trovano rare specie vegetali, dalle orchidee selvatiche agli iris palustri.<br />
Infine, in Puglia, l’acquisizione dell’area di Marzagaglia consentirà di salvare e gestire  una serie di boschi composti da specie endemiche di  querce  e da macchia mediterranea anch’essi insidiati dall’apertura di strade, cave, incendi, molto dannosi soprattutto in una  regione che si trova agli ultimi posti per dotazione di boschi.</p>
<p>Per contribuire alla raccolta fondi tesa  al salvataggio di queste foreste, si può,  dall’8 al 29 maggio, donare 2 euro inviando un SMS al numero 45507  da cellulari Tim, Vodafone, Wind e “3”, o chiamando lo stesso numero da rete fissa Teletu. Oppure 2 o 5 euro per ogni chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Fastweb e Infostrada. Sarà inoltre possibile  donare presso gli oltre 7800 sportelli automatici (ATM) Unicredit su tutto il territorio nazionale.<br />
I fondi così raccolti serviranno per acquisire le tre aree e dar vita a nuove Oasi WWF.<br />
IL 22 Maggio Festa delle Oasi WWF in tutta Italia!</p>
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		<title>Le lucciole sono tornate!</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 12:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[antilumaca]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
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		<description><![CDATA[La recente notizia che in Cina si catturino le lucciole per venderle (racchiuse in contenitori  trasparenti) agli innamorati ci ricorda la festa che si teneva molti  anni fa a Firenze in cui i grilli canterini (quelli impersonati dal Grillo Parlante di Pinocchio) venivano chiusi in gabbiette per donarli alle persone amate.Sono usanze che, almeno per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recente notizia che in Cina si catturino le lucciole per venderle<br />
(racchiuse in contenitori  trasparenti) agli innamorati ci ricorda la festa<br />
che si teneva molti  anni fa a Firenze in cui i grilli canterini (quelli<br />
impersonati dal Grillo Parlante di Pinocchio) venivano chiusi in gabbiette<br />
per donarli alle persone amate.<span id="more-140"></span>Sono usanze che, almeno per quanto riguarda le lucciole, in Italia ancora<br />
non hanno attecchito, sia per la minor luminosità delle lucciole europee,<br />
sia per la loro sempre più rara presenza. Anche se, recentemente, la<br />
tendenza pare essersi ribaltata.</p>
<p>La scomparsa delle lucciole, lamentata da Pasolini in un suo editoriale del<br />
1975 sul Corriere della Sera, è stata per decenni il simbolo preoccupante<br />
per noi ambientalisti di una natura che va svanendo per le inconsulte e<br />
irresponsabili attività umane, soprattutto l’uso di pesticidi e<br />
l&#8217;eliminazione degli ambiente naturali..</p>
<p>Bene: cominciate a rasserenarvi. La piovosa e umida primavera di quest�anno,<br />
funestata da alluvioni e frane,  ritardi delle fioriture e nell&#8217;arrivo degli<br />
uccelli  migratori, ci ha portato una lieta novella, importante soprattutto<br />
nell’anno dedicato dall’Onu alla Biodiversità.</p>
<p>Le lucciole sono tornate. Ma non con le timide e sporadiche apparizioni<br />
degli anni scorsi. Tra fine maggio e inizio giugno questi luminosi insetti<br />
hanno allietato in massa campi e radure, siepi e boschetti. In molte Oasi<br />
del WWF, come ad esempio Bolgheri o San Silvestro, si sono addirittura<br />
organizzate serate allietate da queste scintille volanti e dal canto degli<br />
usignoli.</p>
<p>La ragione di questo ritorno in massa? Probabilmente la pioggia continua che<br />
per settimane ha incrementato la vegetazione erbacea, favorendo molto le<br />
chiocciole che di essa si nutrono.</p>
<p>E poi, siccome proprio le chiocciole sono il cibo preferito delle larve<br />
delle lucciole, ecco spiegate le ragioni per cui questi Lampiridi<br />
(soprattutto la Luciola italica) siano abbondanti in certe annate  piovose e<br />
nei luoghi ove non si usano insetticidi, erbicidi e sostanze antilumaca</p>
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		<title>Lettera aperta al Cardinale Bagnasco</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 12:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sembra esagerata la recente preoccupazione del Cardinale Bagnasco sul lento suicidio demografico dell&#8217;Italia. Secondo le  statistiche ufficiali infatti, dopo il ventennio 1981-2001 in cui la densità di popolazione restò più o meno invariata sui 190 abitanti al chilometro quadrato, ora essa ha ripreso a salire, superando, quest’anno, i 200 ab/kmq, la quarta densità in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra esagerata la recente preoccupazione del Cardinale Bagnasco sul<br />
lento suicidio demografico dell&#8217;Italia. Secondo le  statistiche ufficiali<br />
infatti, dopo il ventennio 1981-2001 in cui la densità di popolazione restò<br />
più o meno invariata sui 190 abitanti al chilometro quadrato, ora essa ha<br />
ripreso a salire, superando, quest’anno, i 200 ab/kmq, la quarta densità in<br />
Europa, però in un territorio in gran parte  montuoso in cui la popolazione<br />
si addensa, con numeri altissimi, nelle rare pianure e sulle coste, con<br />
disagi che tutti conosciamo.<span id="more-133"></span>Forse l&#8217;aumento non riguarda neonati italiani purosangue, ma credo che ogni<br />
bambino, di qualsiasi colore, religione o costume, sia da accogliere per<br />
allontanare il temuto suicidio demografico, soprattutto in un pianeta che<br />
cresce al ritmo di 80 milioni di persone l’anno, gran parte delle quali già<br />
alla nascita condannata alla morte per fame.</p>
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		<title>Religione e biodiversità</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 09:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel grande dibattito in corso negli ultimi anni, avente per oggetto la Vita, le sue origini, la sua sacralità e la sua collocazione nell’immaginario collettivo, un elemento della discussione è stato tenuto per ora fuori dalla scena. Parlo della Biodiversità. Questo insieme mirabile, composto da milioni e milioni di specie animali e vegetali nel loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel grande dibattito in corso negli ultimi anni, avente per oggetto la Vita, le sue origini, la sua sacralità e la sua collocazione nell’immaginario collettivo, un elemento della discussione è stato tenuto per ora fuori dalla scena.<br />
Parlo della Biodiversità.<br />
Questo insieme mirabile, composto da milioni e milioni di specie animali e vegetali nel loro ambiente naturale, è definito nel mondo laico con il termine onnicomprensivo di “Natura”, mentre dai cristiani il termine più usato è quello di “Creato”.<span id="more-28"></span><br />
Nella grande Conferenza Mondiale su Ambiente e Sviluppo, tenuta a Rio de Janeiro nel 1992, i lavori produssero due grandi convenzioni planetarie, sottoscritte dall’assoluta maggioranza dei Paesi partecipanti: una sul Clima (relativa alle preoccupazioni suscitate dal riscaldamento globale) e una sulla Biodiversità, basata sulla coscienza della perdita incontrollabile e crescente delle specie che dividono con noi il Pianeta.<br />
L’attuale drammatica erosione della biodiversità &#8211; che qualcuno ha voluto equiparare alle varie estinzioni di massa che si sono succedute nei miliardi di anni della storia della Terra &#8211; è il principale argomento trattato nel recente volume del più grande entomologo vivente, Edward O. Wilson, intitolato “La Creazione”.<br />
Sotto il pretesto di un dibattito tra uno scienziato (lui stesso) e un virtuale “Reverendo”, confutando le tesi dei più accesi creazionisti e sostenendo quelle degli evoluzionisti -  l’Autore si chiede come mai l’impegno delle Chiese, così attente alle sorti dell’Umanità, non si rivolga a quell’opera mirabile voluta (o guidata) dal Creatore.<br />
Se oggi molte azioni, pur accettabili dal punto di vista laico, sono severamente punite dalla morale cristiana, da questa poco o nulla è considerato in maniera negativa riguardo ai danni rivolti agli oggetti del Creato.<br />
Ad esempio: uccidere un elefante per puro divertimento o abbattere un albero secolare per vandalismo o per lucro non è considerato nel novero dei peccati veniali o mortali della Chiesa.<br />
Eppure, se è vero che Dio è presente in tutte le sue creature, dal più umile lichene all’aquila che vola nei cieli, ogni offesa a questo sublime concerto dovrebbe essere stigmatizzata.<br />
Secondo la Chiesa, l’uomo è stabilito custode del Creato. Ma se consideriamo i continui insulti che a questa mirabile struttura l’uomo infligge, viene da pensare che più che custode esso si sia arrogata la funzione di tiranno irresponsabile. Non a caso, a Noè uscito dall’Arca con i suoi, il Padreterno avvertì “Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutti gli uccelli del cielo”.<br />
 Probabilmente, alla base di una tiepida posizione in difesa della Biodiversità (nonostante gli appelli generici alla difesa dell’ambiente più volte espressi dalle più alte cariche della gerarchia), c’è il timore che un rispetto più spinto verso gli oggetti della Creazione possa condurre ad un nuovo Panteismo, in cui le persone possano, come ai tempi del Paganesimo, finire con l’adorare alberi e sorgenti, considerandole espressioni viventi delle varie divinità.<br />
Io penso però che dovrebbe essere infine giunto il momento per i credenti di riconsiderare l’ atteggiamento nei confronti di un Creato, sempre più minacciato e distrutto, che ci implora compassione e solidarietà, proprio come quelle riservata alle popolazioni più povere e derelitte di tutto il Pianeta.</p>
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