Ricordi di-vini

16 dicembre 2013 - Categoria: Senza categoria

Non sono mai stato un amante degli alcolici, dalla birra, ai liquori, dai cocktail al vino. Questo nonostante nella azienda di famiglia, con vigne nel Comune di Vignanello, di vino se ne producesse tanto. Ma forse per questo, come per il tabacco, che coltivavamo dal 1940  fino a pochi anni fa, l’eccesso di disponibilità mi ha tenuto abbastanza lontano da Bacco e tabacco. Ricordo però le vendemmie, le svinature, le cantine dove torreggiavano immense botti di castagno e, per il tabacco, la raccolta, la cura in essiccatoio e le balle di Virginia, Burley, Kentuky, Perustitza  che riempivano fino al soffitto le stanze da letto di noi ragazzi, con un aroma che non posso dimenticare.

Ma, dato che in questi ultimi anni di cibi e vini si parla a dismisura, mi piace riportare due ricordi legati al vino e alla Sardegna, isola che ho amato e amo moltissimo.Nel 1965, sempre in cerca di animali e luoghi da difendere, volli andare a esplorare l’Isola di Mal di Ventre sulla sua costa occidentale. E così chiesi ad un gozzo di pescatori che trovai sul posto, un passaggio per raggiungere questo isolotto, luogo che mi diede la gioia di poter scoprire una colonia del rarissimo gabbiano corso, che salvai dalle fucilate di un bracconiere sceso a terra per sparare agli uccelli marini.

Durante la navigazione, i gentili pescatori mi offrirono una merenda a base di ricci di mare appena pescati. Per bere, tirarono fuori da prua una piccola anfora di terracotta che per ore se ne stava lì sotto il sole, sbattuta dal rollio e beccheggio dell’imbarcazione, avvolta  in un vecchio sacco di juta.

Date le premesse immaginavo in che stato si trovasse quella povera Vernaccia.

Bene, non ci credereste: sarebbe bastato il lieve retrogusto di noce e di elicriso in unione col delicato sapore dei ricci, per lasciarmi di questa bevuta un ricordo indimenticabile.

Sempre il Sardegna, in un’altra occasione, aiutai un contadino del luogo (nei dintorni di Oristano) ad estrarre il trattore dal fango di un campo di fave in cui era rimasto affondato.

Per ringraziarmi, il paesano mi regalò un bottiglione del suo Cannonau.

Memore – per ripetute esperienze – degli orrori che si nascondono nel classico “vino del contadino”, assaggiai con prudenza il liquido color bacca di sambuco che sgorgava nel bicchiere. E mi trovai avvolto in  una miscela sapiente e stupenda di aromi, sentori e fragranze che mai più, fino che ho bevuto vino, ho potuto ritrovare.

Questo per dire quale antica sapienza si nascondesse allora nei luoghi più autentici e belli delle nostre campagne che un errato desiderio di sviluppo sta annichilendo. Per sempre.

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2 Responses to “Ricordi di-vini”

  1. Alberto Catellani ha detto:

    Ho letto il suo commento sul Corriere di ieri e mi sono spinto a cercare notizie aggiornate di lei ed eccomi arrivato su questo Blog; il suo nome – ho 50 anni- lo associo da sempre, ragazzino alle elementari negli anni ’70, all’esordio del termine ecologia in Italia e nella nostra lingua. Mi fa ha fatto piacere leggere il suo commento, ha ragione a dire che di bere e mangiare si parla a dismisura. Sarebbe bello che nei prossimi anni si ricominciasse a parlare di Politica in Italia. Quando il termine Ecologia si iniziò a usare la politica era una cosa seria, o almeno, più seria di oggi. Visiti il nostro sito, se vuole, “Le forme della politica” e ci faccia avere un suo commento. Abbiamo avuto contatti con alcuni aderenti del WWF qui a Milano (Roberto Brambilla, Fausto Capelli, Enzo Venini) che seguono con simpatia il progetto. Saluti, Alberto Catellani

  2. Buongiorno, Signor Pratesi.

    Ci siamo incontrati tanti anni fa, quando la intervistai per RAIUNO e presentò, a me e alle telecamere, le bellezze dell’Argentario e dell’Uccellina.

    Le scrivo ora perché mi occupo di e.Publishing for Peace a mi piacerebbe proporle di tradurre alcuni suoi libri in spagnolo / inglese e occuparmi della loro promozione.

    Se le interessa, la prego di scrivermi all’indirizzo

    isabella@comunicacionparalapaz.org

    Sarò felice di avere sue notizie.

    Un saluto cordiale,

    Isabella S.C. Scanderbeg

    http://www.comunicacionparalapaz.org

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