Segnali di fumo ma non d’arrosto.

25 febbraio 2013 - Categoria: Senza categoria

Ho sempre sentito dire che nelle case dove si parla molto di soldi, di soldi ne devono girare pochi. A questo penso osservando l’invasione dei giochi d’azzardo, lotterie, videopoker, gratta e vinci, riffe, bingo  e tombole, vere tasse sugli  ingenui che si fanno incantare da mirabolanti quanto irrealizzabili promesse, avallate addirittura dall’autorità dello Stato. Questa corsa di lemming impazziti alla ricerca di impossibili en plein la dice lunga sullo stato attuale di gran parte della popolazione, stretta tra tasse, bollette e gabelle e con poche speranze per un futuro, se non proprio migliore, almeno decente.Di conseguenza, in questo grigio panorama di prossima e paventata indigenza infuria, come mai negli ultimi cent’anni, e a sicura riprova di quanto si è detto in apertura, la santificazione  epulonica del cibo e delle bevande. Non si può aprire un giornale, una rivista, un canale televisivo senza essere investiti dallo tsunami di farneticanti ricette, sfiziosi e improbabili antipasti, pietanze colesteroliche, manicaretti insopportabili, gozzoviglie etiliche, etichette vinarie, descrizioni di ristoranti in cui la gran parte della popolazione italica avrebbe molta difficoltà a consumare un pasto senza dover prima accendere un mutuo. Il tutto supportato dall’esaltazione goffa di supercuochi, chef e  gastronomi vari la cui notorietà sta superando quella di attori e calciatori, divenendo l’effimero l’ idolo dei giovani, il cui sogno è spesso quello di diventare dei grandi capocuochi.  Tutto questo mentre nei supermercati i clienti vagolano alla ricerca di derrate in offerta speciale e nei cassonetti molti infelici razzolano  in cerca di resti, come si vede ancor oggi e non solo nei Paesi del Terzo Mondo.
Qualcosa di simile si può riscontrare facilmente anche nelle cose del sesso, da sempre una delle attività più complete e appaganti per l’animale umano. In questo caso, il fatto di trattarlo  in maniera maniacale ed eccessiva, sia come singoli  sia come mass media, con profluvio di interviste, novelle, spettacoli credo che altro non sia che il sintomo di un inarrestabile declino di libido e di sesso operativo e appagante,   sostituito da  tristi soluzioni masturbatorie o  mercenarie. Se vi capita di partecipare a una delle cene di ex alunni, vi accorgerete  come, tra gli attempati vostri antichi compagni di liceo, le donne, con tutto quel che ne segue, siano l’argomento più sapido e insistito, e fastidiosamente basato su racconti di improbabili prodezze amatorie.
Insomma, più si ha carenza reale di certi beni materiali, più la loro esaltazione diviene compulsiva, mentre sempre di più cala l’interesse per le cose della cultura o, se vogliamo “spirituali” .Basti pensare alle stanze deserte di tanti pur magnifici musei, al successo  di pubblico che hanno i film più commerciali e deteriori nei confronti di pellicole impegnate, e alla scarsa attenzione al decoro delle città, anche di quelle definite monumentali. E non è un segno confortante per il futuro del nostro Paese.

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