Sapiens davvero?

21 dicembre 2011 - Categoria: Ambiente

Il grande Carlo Linneo, che nel suo Systema Naturae del 1758 definì la specie umana con la lusinghiera denominazione di Homo sapiens, dovrebbe rivoltarsi nella sua tomba posta nella cattedrale di Uppsala. Almeno a giudicare dai comportamenti dell’umanità di fronte alla catastrofe ecologica che si sta addensando sul Pianeta.

Mentre i demografi più seri e consapevoli mettono in guardia su una spasmodica e inarrestabile crescita della popolazione, che ha aggiunto quest’anno i 7 miliardi (erano solo 3 appena cinquant’anni fa) e marcia verso un traguardo di 9/10 miliardi tra meno di cinquant’anni, la specie del Sapiens continua a pullulare.

E se in Cina qualche segnale di resipiscenza appare, in India (1.160.813.000 abitanti nel 2009) il traguardo è di superare la popolazione
della Cina (1.345.751.000) senza nemmeno pensare a quel che può succedere a un subcontinente in cui nel 1970 vivevano 523.000.000 di persone  (con una densità di 160 abitanti al chilometro quadrato), e oggi  la densità attuale è di 353 ab/kmq,  superiore a quella del popolosissimo Belgio.

E non c’è grande religione, monoteistica o meno, che non stimoli o addirittura imponga l’irresponsabile crescita demografica i cui effetti
disastrosi vengono moltiplicati dalla crescita inarrestabile dei consumi, sia nelle società in via di sviluppo, sia in quelle ormai giunte ad un alto livello di benessere. Le quali non si curano in nessun modo di raffreddare i loro eccessivi consumi e devastazioni territoriali.

Non si spiegherebbero altrimenti l’aumento nelle vendite dei veicoli più grandi e inquinanti e le temperature domestiche sempre in crescita (contro le ammonizioni degli scienziati angosciati per il global warming ). Ancora, gli sprechi in continua ascesa, l�incremento nei consumi di carni bovine (tra le cause maggiori di inquinamento non solo atmosferico), la depredazione dei suoli coltivabili per la galoppante invasione del cemento e dell’asfalto e  per le colture intensive destinate a produrre carburanti per le auto (ai danni delle popolazioni rurali più povere e affamate).

Insomma, se un ravvedimento (imposto purtroppo da catastrofi ecologiche) non si verificherà, non c’è dubbio che la ottimistica  efinizione di Linneo sulla sapienza del genere umano subirà la più cocente smentita.

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One Response to “Sapiens davvero?”

  1. Elio Barello scrive:

    Caro Fulco,
    Ti avevo suggerito di inviare il Tuo precedente messaggio (“Dopo il Ruand”) al Corriere della Sera. Con questo è inutile che tenti: non Te lo pubblicheranno mai ! Troppo esplicita è la Tua critica alla “crescita”, feticcio al quale sono aggrappate le nostre speranze di sopravvivenza economica … almeno a breve termine. Il lungo termine invece evito di immaginarmelo.
    Cia Elio Barello.

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