I ricchi aiutino i PIGS

14 ottobre 2011 - Categoria: Ecologia

E’ facile e ingeneroso guardare dall’alto in basso, comefanno oggi le due nazioni più ricche e fortunate d’Europa, i paesicompresi nella definizione (poco divertente) di PIGS.

Lascio da parte il Portogallo e l’Irlanda, sui quali mi è difficile fare considerazioni.

Ma per i paesi mediterranei come la Grecia, la Spagna e l’Italia (che i più malevoli a volte sostituiscono all’Irlanda nell’Idell’acronimo) qualcosa mi sento di poter dire.

I due paesi più doviziosi d’Europa, la Germania e la Francia sonobenedetti da Dio. Pianure opime, agricolture fiorenti grazie a climi generosi eregolari, risorse minerarie (vedi, per la Germania, carbone, ferro,idrocarburi, uranio), fiumi ampi e navigabili in gran parte, mari pescosi, industrie possenti, boschi produttivi.

Facciamo adesso il paragone tra i due Paesi europei che detengono l’economia più brillante e guardano con sufficienza gli altri, e laGrecia, la Spagna e l’Italia.

Iniziamo con la Grecia, pietra dello scandalo.

Ma la conoscete la Grecia? Ci siete mai stati? Avete visto i monti  chene ricoprono la maggioranza della superficie? Sono brulli, adatti solo alpascolo delle capre e delle pecore. E poi  3000 (tremila) tra isole e isolotti anch’essi aridi e nudi, da collegare con un’infinità di vaporettida una costa frastagliata e inospitale? E poche, pochissime pianure, fiumiquasi inesistenti, scarse risorse minerarie, un clima arido che non favorisce un’agricoltura redditizia.  Certo, ci sono la flotta e il turismo ma non sono certo sufficienti a mantenere un tasso di benessere confrontabile conquelli delle nazioni più ricche.

E veniamo alla Spagna. Un territorio in gran parte occupato dall’altopiano semidesertico della Meseta, poche pianure fertili e irrigabili (il 10% del totale), fiumi dal corsoirregolare e torrentizio, coste belle ma, per colpa dei passati governi, oramai impiastrate di cemento dai Pirenei a Gibilterra

Passiamo all’Italia.

Questa appendice contorta e dalla buffa sagoma, appesa al continente eurasiatico e oggi sotto tiro da parte delle autorità economiche e finanziariedi tutto il mondo, si può considerare un miracolo di sopravvivenza.

Anche perché al Bel Paese qualcuno gli ha detto male.

Pensate: un territorio ingombro per il 60/70 per cento da monti e colline dove l’agricoltura rende pochissimo. Poche e affollatissime pianure in cui si accalcano 200 abitanti al chilometro quadrato, affetti da un“mal della pietra” che li spinge a seppellire ogni anno sottocemento e asfalto decine di migliaia di ettari di terreno, in gran parteagricolo. Solo in Pianura Padana finiscono così 19 ettari al giorno.

E uno spezzettamento dei fondi agricoli che – con una superficie media di soli 7 ettariche  pure vantano la più alta produttività d’Europa  – non ha eguali nell’Unione Europea.

Aggiungete, a questo già difficile panorama, la giovinezza dei suoi rilievi causa di dissesto idrogeologico con frane e smottamenti, rovinosi,fiumi in gran parte a carattere instabile e torrentizio, pronti a causare alluvioni a ogni pioggia più forte del normale, incendi che divorano 80,000 ettari l’anno, frequenti terremoti e, ciliegina sulla torta, tre vulcani attivie altri pronti a eruttare. Sovrapponete a questi guai  una classe politica dicui è meglio non parlare, una malavita galoppante e invasiva, un’assenza quasi completa di senso civico (vedi i livelli di evasione e di abusivismo) eavrete le basi per giudicare l’Italia alla stregua di un paese del TerzoMondo.

Eppure, in tutto questo sconfortante panorama, gli italiani hanno saputo  nei secoli creare dei tesori di arte, tradizioni agricole egastronomiche di eccellenza, conservare una biodiversità ai massimi livelli inEuropa, fondare industrie tra le prime nel mondo, aumentare negli ultimisettant’anni le proprie foreste dal 20 al 30%  e le aree protette da 0,5al 20%.

Ora la situazione è grave. Ma, date le premesse, forse riusciremo auscire dall’abisso che ci si apre davanti.

In fondo, ne abbiamo viste di peggio.

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One Response to “I ricchi aiutino i PIGS”

  1. Elio Barello ha detto:

    Caro Fulco,
    Qualche parola perchè dissento dal Tuo scritto che mi suona troppo “assolutorio” nei riguardi delle cause delle difficoltà finanziarie ed economiche degli stati detti “PIGS” (e tra questi ci metto anche il nostro).
    Quanto dici, circa le risorse naturali differenti tra gli stati “virstuosi” e quelli “non virtuosi”, è abbastanza vero; tuttavia è da osservare che dette differenze sono presenti da secoli ma le attuali difficoltà sono d’origine molto recente e sono frutto della finanza “allegra”, delle dissipazioni, e della volontà di vivere “al disopra dei propri mezzi” messe in campo dai “PIGS” negli ultimi decenni di storia.
    Giusto invocare l’aiuto dei Paesi più previdenti, ma solo per darci il tempo di pagare i debiti che abbiamo fatto.
    Caio Elio Barello

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