Viaggio in Calabria

24 marzo 2011 - Categoria: Senza categoria

Oramai parlar male del Meridione e della Calabria in particolare è quasi un obbligo. Come un obbligo è quello di denigrare le nostre ferrovie. Ultimamente, però, ho avuto l’occasione di fare un viaggio in treno per Catanzaro. Sono partito accompagnato da auguri preoccupati e da previsioni funeree.  Mi prospettavano ritardi colossali, convivenza con mangiatori di n’duja e vino Cirò, bagni fetenti e vociare di telefonini. E poi cibi pesantissimi e pieni di peperoncino, ristoranti pieni di chiasso e fumo.E’ andata così.

Salgo sul treno Frecciargento in partenza alle 17.30. Non ci crederete: il convoglio è partito al secondo (cosa che non mi è mai accaduta, in genere i ritardi, inspiegabili, alla partenza, si  sommano con quelli all�arrivo).

Ma evento ancor più memorabile è stato l’arrivo, puntualissimo, dopo solo quattro ore, a Lamezia Terme.

Dalla stazione, una breve camminata mi ha portato a un piccolo delizioso albergo a quattro stelle: 77 euro per camera matrimoniale, letto magnifico, stupenda colazione, anche all’americana, cornetti e pane fresco (di domenica!), quotidiani a disposizione alle 8.00 di mattina e, nella hall,
contenitore con mele a disposizione dei clienti.

Dopo una giornata di lavoro con simpatiche persone e un ottimo pranzo, alle 18.30 ho preso a Lamezia il treno per Roma. Non la Frecciargento ma un Eurostar: partenza al minuto, arrivo a Roma con cinque minuti di anticipo (dopo 5 ore di viaggio e numerose stazioni !), riposatissimo.

Unico neo: sul sedile vicino a me un giovanotto molto fiero nei suoi elegantissimi jeans all’ultima moda fatti a pezzi, scoloriti, sdruciti e rattoppati. Per me che odio questo indumento (oltretutto responsabile, nella sua versione delavé, di molti morti per silicosi in Turchia e altri paesi del Terzo Mondo) non è stata una compagnia  piacevole, ma pazienza.

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