I 100 husky di Vancouver (ma non solo)

3 febbraio 2011 - Categoria: Ecomportamento

La vergognosa strage degli husky in Canada ha nuovamente suscitato l’indignazione di tutto il mondo. Oramai, grazie al web, le più tragiche notizie fanno presto a diffondersi. Ricordiamo i massacri delle piccole foche canadesi e dei globicefali alle isole Faroer, le immonde torture inflitte agli orsi cinesi per privarli della bile, le uccisioni inarrestabili di tigri, elefanti, rinoceronti, balene che ne minacciano la sopravvivenza.
Ma stavolta la rabbia è collegata al tipo di vittime.I magnifici cani da slitta, reclutati per insulse corse sulla neve in occasione delle ultime Olimpiadi invernali, abbattuti a mazzate perché oramai da rottamare, ci fanno pensare ad altre orrende pratiche che coinvolgono gli animali più vicini a noi, pratiche purtroppo ancora comuni nel nostro Paese.
Come quello che accade ai cani acquistati da cuccioli e che, una volta divenuti adulti e ingombranti, sono scaraventati lungo le strade e muoiono o vanno a ingrossare le schiere di trovatelli e randagi che vagano per i campi. O i cani da caccia o da tartufo che, se non funzionano, vengono soppressi dai loro proprietari. O i cavalli da competizione, abbattuti senza pietà quando una semplice frattura li rende inabili alle corse.
 Il tutto (come nell’episodio di Vancouver) legato solo a quei criteri economici che fanno considerare gli animali domestici come semplici oggetti da eliminare quando la loro utilità o convenienza vengono a cessare.
Senza parlare, per non ampliare a dismisura il triste discorso, degli animali nei circhi sottoposti a comportamenti innaturali e umilianti oltre che dolorosi, del trasporto orrendo del bestiame da macello, del traffico di cani per la vivisezione o del loro contrabbando come animali da compagnia, tutte azioni  che da sempre esasperano chi ama gli animali ma che  purtroppo, nonostante le denunce, non accennano a calare.
Anche perché, una volta finite e manifestazioni di sdegno, le cose restano le stesse e  lo stuolo di chi ama gli animali non si ingrandisce con sempre maggiori adesioni e contribuzioni.
E la gente pensa ad altro.

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