Guerra agli sprechi!

4 ottobre 2010 - Categoria: Ecomportamento

A noi bambini era assolutamente vietato lasciare qualcosa nel piatto. E sì che allora, tempo di guerra, i cibi non erano della qualità di cui oggi noi godiamo e una certa resistenza sarebbe stata ammissibile.
Ricordo punizioni severe, piatti di carote o spinaci riproposti per giorni ai pargoli recalcitranti, feroci reprimende e riferimenti ai bambini africani che, allora come oggi, “morivano di fame”.Bene: lo spettacolo al quale chiunque può assistere nelle case e soprattutto nei ristoranti, osterie, alberghi, è quello d’intere porzioni di cibo abbandonate nei piatti e destinate al secchio delle immondezze.
Bellissime bistecche, fette di torta, lasagne e risotti, una volta spilluzzicati, vengono abbandonati al loro destino, che è immancabilmente, quello della pattumiera.
Questo si rileva non solo nei locali più eleganti e sofisticati ma anche in luoghi ove la clientela dovrebbe essere più sensibile e attenta ai dettami dell’ecologia.
.Per me e per mia moglie (reduce dalle tremende privazioni dell’assedio di Budapest nel 1944) non esiste la possibilità lasciare qualcosa nel piatto; e anche la poco elegante tecnica della “scarpetta” e praticata con maniacale perizia. E la norma di rimettere a tavola la sera le pietanze avanzate a pranzo è assolutamente rispettata, anche se, rivedendo per la terza volta i resti di una cena estratti dal congelatore, li definisco “il cibo del Capitano Scott” con riferimento ai viveri trovati dopo anni nella capanna dello sventurato esploratore Robert Falcon Scott, morto congelato vicino al Polo Sud.
Questo, naturalmente, riguarda gli sprechi domestici non considerando il campo degli sprechi alimentari degli esercizi commerciali come mercati, supermercati, rivendite e altri ove questa è la tragica norma.

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One Response to “Guerra agli sprechi!”

  1. Marcello ha detto:

    buon giorno dott.Pratesi
    sono un ormai non più tanto giovane tecnico faunista.
    Da molto tempo propongo qst amara considerazione a redazioni di giornali, politici, professori universitari o specialisti già inseriti nel mondo del lavoro, per trarne uno spunto di discussione ma senza risposta o con sconsolate alzate di spalle.
    Così vista la sua esperienza mi sono permesso di scriverle, forse in un contesto inappropriato ma speranzoso di ricevere una risposta più soddisfacente.
    In Italia otteniamo scarsi risultati nel campo della gestione e conservazione della natura sopratutto in rapporto all’immenso patrimonio di biodiversità presente sul nostro territorio, ciò è ovviamente dovuto alla totale mancanza di fondi insufficienti ed erogati per periodi troppo brevi e spesso a situazioni ormai già conclamate e impossibili da gestire…
    Questo, insieme a molti sprechi, probabilmente evitabili, è il motivo per il quale spesso gli specialisti di ambiente in Italia si dedicano come principale attività ad altro e solo part-time a questa nobile causa essenziale per il presente ma soprattutto per il nostro futuro, il risultato? A mio avviso, progetti superficiali e insoddisfacenti da un punto di vista scientifico…
    a questo si aggiunge che le questioni che riguardano l’ambiente sono affrontate da delle ‘vanne marchi’ della natura appartenenti a lobby come quella dei cacciatori o ambientalisti o animalisti che gestiscono le problematiche solo sul mood del momento e senza una reale base scientifica. Chiacchierando con un politico una volta sosteneva che fosse meglio compiacere queste lobby viste come un possibile bacino di voti piuttosto che dare un incarico ad un indipendente libero da qual si voglia pressione.
    Non ritiene anche lei che il problema richieda un forte impegno da parte di tutti per garantire dignità e stabilità non solo a pochi tecnici laureati ma se non a tutti almeno a buona parte di quell’esercito di colleghi dormienti parcheggiati in altre attività e che dovrebbero invece essere i garanti dell’effettiva efficacia di quella famosa rivoluzione ambientale con cui troppo spesso e troppa gente si riempie la bocca?
    Conscio che il problema sia molto più articolato e che richiederebbe ulteriori approfondimenti che le ho risparmiato per non tediarla troppo
    Cordialmente la saluto
    Speranzoso di una sua considerazione

    MZ

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