Un cantante trasgressivo

4 agosto 2010 - Categoria: Senza categoria

Il 25 luglio mi trovavo, per presentare un film di animazione che il WWF sponsorizzava, al Festival del Cinema per ragazzi di Giffoni Valle Piana, arrivato al  suo quarantesimo anniversario.
Mentre partecipavo a una conferenza stampa in una sala posta nel sottosuolo del complesso, fui raggiunto da un fortissimo strepitare di giovani voci. Mi dissero che era arrivato, per esibirsi davanti al pubblico del Festival, composto esclusivamente da giovani e ragazze, la rockstar Jesse McCartney, un cantante idolo delle teenagers.
Doveva essere proprio un idolo dato l’entusiasmo dimostrato con strilli, lacrime e richieste di autografi che gli adolescenti, soprattutto ragazze, dimostravano al suo passaggio.E finalmente l’ho visto.
Io – che da sempre immaginavo i cantanti rock amati dai giovani come personaggi dai jeans sdruciti, la barba di due o più giorni, i capelli lunghi e un po’ sudici, il cappello da baseball portato alla rovescia, stivali e altri segnali di intrepida trasgressione contro una borghesia decadente – sono rimasto allibito.
Jesse McCartney (750.000 dischi venduti del suo ultimo album, disco di platino nel 2005 con più di 1.500.000 copie) è un cantante veramente trasgressivo.
Questo ragazzo di 24 anni, nato a New York si è presentato davanti alla marea dei suoi  fan nell’aspetto che vi descrivo.
Viso perfettamente rasato e non abbronzato, capelli all’umberta (per chi non lo sapesse, il taglio di capelli corti e dritti sulla fronte, tipico del re Umberto I di Savoia) camicia bianca, completo di grisaglia e scarpe di vernice nere.
In più, era accompagnato dal papà e da altri suoi familiari.
Come una simile immagine potesse piacere a chi cade in deliquio alle esibizioni di Vasco Rossi, Loredana Berté o Lady Gaga o di altri cantanti che vanno per la maggiore, non saprei dire (anche perché non sono, per ragioni anagrafiche, addentro alla materia).
Ma sicuramente è stata per me una sorpresa e mi ha ricordato una vignetta pubblicata anni fa su una rivista di fumetti.
Rappresentava un cantante tutto ripulito (un po’ come Jesse) che, davanti a una platea urlante e aggressiva formata da fricchettoni dichiarava di amare il padre, la patria e la famiglia, suscitando ululati, gesta minacciose, insulti e lanci di uova marce.

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