Elogio della tirchieria

1 aprile 2010 - Categoria: Ecomportamento

Mio nonno, per risparmiare pochi centesimi, prendeva il tram a una fermata
più distante da casa sua, dove scattava una tariffa ridotta. E aveva piccole
tirchierie come quella di rivoltare le buste per poterle riadoperare o
conservare i pennini usati. Era ligure (di Sarzana) e una certa taccagneria
era giustificata. Eppure era un generoso sostenitore di nobili cause:
elargiva forti somme a organizzazioni benefiche (fu tra i primi sostenitori
del Touring Club e della Dante Alighieri) e, in occasione di terribili
disastri come il terremoto di Avezzano del 1915, non perdeva un istante per
correre in aiuto alle popolazioni disastrate.

Io penso che oggi, uscendo da un’epoca stravolta dallo stupido consumismo e
dai danni che esso provoca, la taccagneria (che però non sia a danno di
altri e non nasconda un avido attaccamento al denaro) debba essere
riabilitata.

Qualcosa della mia ascendenza ligure è rimasta. Nel senso che odio le spese
inutili. Non vado quasi mai al bar, mi faccio durare anni scarpe e indumenti
(che acquisto solo ai Grandi Magazzini), odio i giochi d’azzardo e le
lotterie, detesto le parole shopping, happy hour.  L’automobile mi dura (la
uso poco) per più di 12 anni, in città mi muovo a piedi oppure in bici, in
motorino o sui mezzi. Viaggi, anche lunghi, preferisco farli in treno o in
nave. A casa mia, tra me e mia moglie, lei vegetariana in servizio
permanente effettivo e io convinto ma poco praticante, non si butta via
niente dalla cucina e per giorni si mangiano i resti avanzati.

Questo, comportamento da spilorcio fa bene però sia alla salute, sia
all’ambiente. E consiglio a tutti di seguire il mio esempio: essere generosi
con i meno fortunati (facendo volontariato nelle associazioni) e, per sé
stessi, considerare che spesso la taccagneria si può anche chiamare
parsimonia, frugalità o temperanza.

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9 Responses to “Elogio della tirchieria”

  1. Giorgio ha detto:

    Grandissimo Fulco Pratesi!
    Ce ne fosse tanta di gente come te…mi permetto il Tu, pur avendo solo 25 anni, perchè si capisce bene che sei una persona alla mano, e soprattutto ci tieni a tutti gli altri, dato quello che fai per l’ambiente e per la natura che ti circonda.
    Ho apprezzato molto questo elogio della tirchieria, chissà come funzionerebbe se alcune delle azioni fossero condivise da tutti…
    In ogni caso, ti scrivo perchè volevo complimentarmi per un fantastico articolo che ho letto sulla prima pagina del Corriere della Sera Roma, in cui accusavi la pavimentazione stradale a dir poco penosa della nostra cara città, e spiegando problemi in cui anche io, utilizzatore di uno scooter, mi imbatto quotidianamente!
    Ma non si può fare niente in merito? Scrivere al sindaco, al Papa, a qualcuno…
    Per quel che mi riguarda il traffico e la situazione “buche” e lavori stradali senza corridoi american style sono forse le questioni peggiori della nostra amata capitale!
    Ti ringrazio per l’attenzione, spero in soluzioni miracolose in futuro, scusa se sono stato prolisso e ancora mille complimenti per la tua carriera e per la tua persona.
    Giorgio

  2. natale ha detto:

    gentile dott pratesi, sarei interessato a mettermi in contatto con lei per una proposta editoriale da parte della san paolo editrice; la contatto qui non trovando altro riferimento mail.

    grazie

    natale benazzi

  3. paola badessi ha detto:

    Cominciamo dalla tirchieria, la cui definizione mi sembra impropria rispetto alle situazioni che descrivi. Tutti dovrebbero vantarsi di vivere in tal modo. fare a meno di un bene non necessario è un pregio, non undifetto. Anche io smetto scarpe e vestiario quando sono ormai inutilizzabili e cerco comunque una collocazione di riciclo per tutto ciò che non può essere riusato, perchè, se, viceversa, smetto un indumento in buone condizioni (ma capita raramente, anzi, solo se non mi entra più) faccio in modo che possa utilizzarlo qualcun altro. Lo stesso per l’automobile e per tutto ciò che mi occorre per andare avanti secondo uno standard medio. Penso di essere l’unica persona che usa un vecchio televisore. Il mio si era rotto ed uso quelli vecchi che hanno scartato i fanatici dello schermo piatto. Per informarsi vanno bene ugualmente. E’ giusto vivere con poco, perchè così avanza qualcosa per gli altri che non hanno nulla e poi, si producono meno rifiuti. Viva il nonno e le persone “essenziali” come lui, ricordando che il vizio capitale per i credenti è l’avarizia, non la parsimonia che è una qualità, specie se non indotta ma per scelta.
    Sono partita dalla riduzione degli sprechi per passare allo spreco di territorio e di patrimonio pubblico. Mi riferisco all’alienazione degli immobili demaniali per risanare le casse dell’Erario.
    Più di dieci anni fa ho fondato l’associazione ViviamoVitinia per ricavare un parco pubblico da un’area militare in dismissione denominata “ex terzo Deposito Carburanti e Lubrificanti di Grande Capacità” che si trova, appunto a Vitinia, un quartiere di Roma a metà strada fra la capitale ed il suo lido. E’ una splendida area che racchiude in se tutti i beni che vorremmo poter tutelare: un paesaggio variegato per la morfologia e la vegetazione, tutto in parte naturale ed in parte indotto, perchè l’area ha la sua storia particolare e la racconta attraverso i suoi resti. Qualche distributore di benzina abbandonato da trent’anni, qualche torretta d’avvistamento arrugginita, qualche “casa matta” e qualche finta chiesetta per nascondere la natura del luogo in tempo di guerra. Tutto incastonato fra colline, ampie vallate e… ciliegina sulla torta i resti seminterrati della cisterna di una villa romana, quasi sommersi dalla collina dalla quale si gode un punto di vista a 360° che domina da un lato il Tevere, dall’altro, la Città Eterna. Non a caso su quest’area la Regione ha posto precisi vincoli. Non a caso, il Comune sta tentando di declassarli, non a caso, noi combattiamo da dieci anni per proteggerla e renderla fruibile ad un quartiere che non gode di verde pubblico. L’ultima volta che ti ho incontrato è stato, appunto, all’ex Mattatoio, a Testaccio, in una Conferenza Stampa indetta da WWF, Italia Nostra e VAS l’indomani della votazione del Comune sui vincoli (per il declassamento). Il Piano Regolatore ha cambiato destinazione d’uso ad una parte dell’area,il Governo è pronto a cederla, quindi, “valorizzata” ed appetibile agli speculatori in agguato da anni, da quando è stata dichiarata dismissibile. Per salvare i vincoli stiamo intraprendendo la procedura per la “dichiarazione di notevole interesse pubblico” dell’area sostenuti dal FAI, da WWF, da Italia NOstra e da altre associazioni. Stiamo organizzando un convegno preceduto da una visita al Parco che avrà luogo il prossimo venerdì 14 maggio. Avrei piacere che TU partecipassi quale Presidente Onorario del WWF. Probabilmente, verrà anche Adriano La Regina. Come posso contattarti? Aspetto con ansia una risposta tempestiva e, spero proprio, positiva. Paola Badessi Presidente dell’Associazione ViviamoVitinia Via Castel del Rio, 9 -00127 ROMA Cell. 3334984691. P.S. Lo so che ho 0 probabilità di essere intercettata in tempo utile per prenotare la visita, ma ci provo ugualmente

  4. fulco ha detto:

    Gent.le sig. Natale,
    ho letto solo ora questa email, mi può contattare a questo indirizzo di posta elettronica:
    f.pratesi@wwf.it oppure al mio numero di cellulare: 3298315703.
    A presto
    Fulco Pratesi

  5. enza ha detto:

    Carissimo Fulco Pratesi, la morte degli uccelli dai paesi più lontani è giunta anche da noi. E’ una strazio vedere quelle immagini. Eppure nessun dibattito, niente appronfondimenti, a nessuno dei signori proprietari di tv e giornali viene l’obbligo morale di saperne di più. Non è un allarme? Certo che lo è! Ma tu, che di uccelli nei sai come pochi al mondo, puoi dirci la tua? Perchè muoiono? Ti prego rompi le palle ai quotidiani, come ho appena fatto io con il Corsera e la Repubblica, digli di occuparsi di questa strage di innocenti…Per il resto buon anno e grazie per ciò che fai a favore degli animali.
    Enza Bello

  6. vincenzo ha detto:

    Buonasera sig..pratesi io condivido quello che lei scrive sulla parsimonia

  7. Fulvio ha detto:

    Grazie per tutto quello che fa, sono ammirato e affascinato dalla sua storia e dalla causa che ha sposato. Il Nostro mondo ha bisogno di persone come Lei, pulite e che combattono la malvagità degli uomini, e di coloro che portano alla distruzione il Nostro amato Pianeta. Da qualche parte ho letto che Lei è considerato il papa della natura e sinceramente parlando credo che Lei è molto di più. Spero di sentirla al più presto cosi da poterla ringraziare dal vivo.
    Spero che la sua battaglia per salvaguardare il Nostro pianeta, non abbia mai fine, e finché Dio vorrà, io la sosterrò sempre come ormai faccio da tempo. Sono scritto al WWF come socio Millenium e continuerò a rimane perché come Lei credo in un futuro migliore.
    Ancora grazie di tutto e per tutto quello che fa.
    Fulvio FEO

  8. fulco ha detto:

    “Grazie, caro Fulvio,
    per le bellissime parole che non mi sento di meritare.
    Quello che ho fatto e che continuo a fare non è altro la conseguenza della mia passione per il Creato, e dell’aiuto che tutti voi soci e sostenitori avete sempre dato al WWF consentendogli di raggiungere successi insperati.
    Cari saluti,
    Fulco”​

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