Acqua: qualche domandina agli ingenui

14 maggio 2009 - Categoria: Ecomportamento

Attenzione a non lasciare il rubinetto aperto quando ci laviamo i denti! Attenzione a distanziare quanto è possibile le docce e fare il bagno in vasca il meno possibile! Attenzione a usare con parsimonia lo scarico del water! Attenzione a far funzionale lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico! Attenzione a non cambiare troppo spesso la biancheria!
Tutte norme indispensabili e salutari per preservare quanto possibile il prezioso liquido che ci tiene in vita e che rappresenta il 70 per cento del peso del nostro corpo.
Ma vogliamo ampliare l’orizzonte della nostra sensibilità ecologica e andare un po’ in giro ad occhi aperti?Lo sappiamo, ad esempio che, mentre per le tubature del gas e delle fibre ottiche si sventrano in poche ore strade e marciapiedi per assicurare le forniture agli utenti, le derelitte condutture degli acquedotti perdono dal 30 al 40 per cento della loro portata, ricevendo in cambio, per la gioia dei produttori di acque in bottiglia, infiltrazioni di trielina e di acqua di fogna (combattute con insufflazioni di cloro) ?
E li vedete, in campagna nella buona stagione, quegli immensi geyser di acqua dolce che annaffiano mais ed erba medica, soia e tabacco per garantire produzioni spesso eccedentarie e sempre assistite? E vi accorgete di quei tubicini neri che volano di pianta in pianta irrigando a goccia non solo i frutteti ma anche colture mediterranee aduse da sempre a sopportare aridità e siccità, come olivi, viti, fichi e noccioli?
E avete un’idea di quello che costerebbe, in termini di consumi di acqua (già adesso il 71% dei consumi sono addebitabili all’agricoltura contro il 15% degli usi domestici)) trasformare le nostre campagne in immensi serbatoi per biodiesel ed etanolo come vanno auspicando i  profeti irresponsabili di uno sviluppo senza limiti?gamberi, girini,
E avete mai dato un’occhiata ai ruscelli e ai fiumiciattoli ove, nella vostra infanzia, vivevano gamberi e girini, oggi  prosciugati dal saccheggio operato da migliaia di pompe illegali? E che dire delle falde, anche profonde, dalle quali i quartieri abusivi prelevano acque, restituendole (in altri pozzi non più utilizzati) inquinate e tossiche?
Lo sapete che oramai le industrie vanno a pescare acque fossili di milioni di anni fa, ai livelli sotterranei in cui un tempo si succhiava il petrolio?
Quanti fiumi, un tempo addirittura navigabili, sono oggi, come per un fenomeno patologico di ritenzione urinaria, incapaci di raggiungere il mare? E non parlo di fiumiciattoli o di torrenti. Questa sorte colpisce monumenti idrici come il fiume Colorado e altri della stessa importanza un po’ in tutto il mondo.
Ecco, se ci impegnassimo in questi ragionamenti, divulgando più ampiamente possibile gli argomenti della mia invettiva, qualcosa potrebbe finalmente cambiare.

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One Response to “Acqua: qualche domandina agli ingenui”

  1. […] per cento del peso del nostro corpo”. Per maggiori info, date un’occhiata al suo blog: http://www.fulcopratesi.it/2009/05/14/acqua-qualche-domandina-agli-ingenui/. Tweet    Condividi su Facebook   Stampa  Invia questo […]

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