Gabbiani a Roma

21 aprile 2009 - Categoria: Natura in città

“Nun ce bastaveno gli antifurti, li cani, il traffico, i casini nelle piazze, i fuochi artificiali? Mò ce se mettono pure li gabbiani a non facce dormì!”
“E scacazzano pure dappertutto!”.
Questi gli apprezzamenti dei romani sulla famosa invasione dei gabbiani in città.
E, in effetti, in molte case di Roma sembra di trovarsi, nel dormiveglia, su qualche isoletta della Dalmazia o in una scogliera del Tirreno.
Lo schiamazzo dei gabbiani reali (il cui secondo nome è proprio cachinnans, sghignazzatore) che hanno nidificato su tetti disturba il sonno di molti in una città in cui, secondo i più recenti studi, già  si raggiungono le più alte soglie di rumore notturno.Ma come mai il gabbiano reale – che in tutto il mondo nidifica solo su isolotti  o su falesie inaccessibili e che, secondo gli ornitologi “evita generalmente l’entroterra e non si posa sugli edifici sapendosi perseguitato” (TOSCHI) – oggi è presente, unico luogo al mondo, in piena città e a 20 chilometri dal mare?
La storia è piuttosto lunga e mi coinvolge direttamente.
Nell’autunno del 1971, un amico mi portò, in una scatola di scarpe, una femmina di gabbiano reale trovata ferita e priva di forze nel mare di Giannutri, ove da sempre esiste una nutrita colonia di questo grande uccello marino.
Non sapendo cosa farne, la trasferii, col permesso del direttore, nella vasca delle otarie dello Zoo, ove visse a spese delle sardine che i guardiani davano a quei pinnipedi.
Una primavera, però, la gabbiana invalida, dotata sicuramente di un certo fascino, attrasse un gabbiano maschio selvatico che passava da quelle parti.
La coppia, inaspettatamente, si mise a nidificare sulle rocce di cemento, costruendosi un nido rudimentale con fazzolettini di carta, ovatta sporca e altri detriti, e alimentando i nidiacei con le piccole anatre che nascevano nell’adiacente laghetto.
Successivamente, i loro figli continuarono a riprodursi in quel luogo (ricordo un nido costruito, incredibilmente, su un grande cedro, buttato giù da una tempesta primaverile) e, a poco a poco si diffusero, da veri “clandestini in città”, in tutto il centro storico. La prima avvisaglia del loro crescente insediamento mi venne nella primavera dell’84, quando degli operai addetti al restauro del tetto di Palazzo Braschi,  avvisarono il WWF di aver trovato tra le tegole numerosi nidiacei di gabbiano ancora non atti al volo.
Oggi, stando agli esperti, il numero delle coppie stabilmente presenti in città è di circa 300, anche se qualcuno sospetta che si avvicini al migliaio.
La vita dei nostri gabbiani metropolitani è assolutamente singolare. Una volta conquistato un territorio di nidificazione (torrini, tetti inaccessibili, altane, cupole) lo difendono con energia e costanza tutto l’anno contro eventuali concorrenti.
Poi, il cibo. Lontani come sono dal loro habitat naturale, devono arrangiarsi con quello che trovano su piazza. A parte i rifiuti (in molti quartieri presidiano i cassonetti e si guardano a vista, rispettandosi, con i gatti) predano i nidiacei dei piccioni, contribuendo così, controllandone il numero, alla pulizia dei monumenti.
Un altro comportamento predatorio, scoperto dal biologo Francesco Petretti a Piazza Mazzini, è quello ai danni degli stornelli che in quei giardini si assembrano per andare a dormire. Due o tre gabbiani si scagliano al tramonto addosso agli stormi in volo e provocano la morte e la caduta al suolo di numerosi volatili. La mattina dopo, all’alba, scendono sull’asfalto e se li portano via.
Se molti non amano questi eleganti uccelli marini, altri li accolgono con simpatia. Un amico che abita in un attico a via Rasella, addirittura tollera che si posino sulla tavola e accettino il cibo dalle sue mani. La coppia che nidifica davanti a casa mia invece non mi ama. E se esco sul terrazzino i genitori (che evidentemente non conoscono la mia e la loro storia) inscenano una campagna di mobbing con picchiate e grida stridule per farmi andar via dalla prole.

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16 Responses to “Gabbiani a Roma”

  1. antonietta scrive:

    siamo studentesse frequentanti il liceo scientifico. avremmo bisogno di un consiglio su come impostare una presentazione sul viaggio di Charles Darwin. abbiamo cercato su siti e libri, senza gran risultati. potrebbe suggerirci una linea da seguire per realizzare il nostro progetto? o darci consigli su nuove fonti da consultare? (le scriviamo avendo sotto il libro da lei scritto “Sulla Rotta di Darwin”). grazie e cordiali saluti.

  2. fulco scrive:

    Cara Antonietta,
    l’unica fonte esaustiva e completa alla quale puoi riferirti è (lo saprai benissimo) il famoso “Viaggio di un naturalista intorno al mondo” (The Voyage of the Beagle) di Darwin, pubblicato da Einaudi nel 1989, dal quale ho tratto tutte le mie conoscenze.

    Buon lavoro!

    Cari saluti,

    Fulco Pratesi

  3. Andrea scrive:

    Sono bellissimi :) Anche io ho fatto amicizia con un gabbiano. Si posa solitamente sulla punta della chiesa di Don Orione (Appia), a 500 metri dalla mia finestra. E’ sufficiente affacciarmi alla finestra che spicca il volo verso di me e fa un pò di giri a scambiare chiacchiere. ba ba.. ba ba! tipo papera.. Riconosco il suo verso, delicato. Sembra felice. Ci scambiamo un pò di chiacchiere al mattino presto quando e’ quasi buio, il cielo azzurro scurissimo (alle 5 in questi giorni), per oltre mezz’ora a intermittenza. Fino alle 7 del mattino. Ognitanto ci sono anche i fratelli e fanno una festa di suoni, e io mi accodo. Finora non gli ho mai dato da mangiare… chissà se sta aspettando un pò di pappa….

  4. Alessandro scrive:

    L’aver portato una specie animale a vivere come parassita dell’uomo (ci sono i gabbiani in città perché c’è l’immondizia dell’uomo, non perché ci sono le uova di piccione o gli stormi) mi sembra una crudeltà peggiore del tenere gli animali nel circo o negli zoo. Non ne andrei fiero.

  5. Giuseppe scrive:

    Perchè in questo periodo (fine settembre) i gabbiani della zona Don Bosco -Cinecittà sono spariti? In autunno ritornano verso il litorale di Ostia? – Giuseppe

  6. AM scrive:

    siamo studentesse frequentanti il liceo scientifico. avremmo bisogno di un consiglio su come impostare una presentazione sul viaggio di Charles Darwin. abbiamo cercato su siti e libri, senza gran risultati. potrebbe suggerirci una linea da seguire per realizzare il nostro progetto? o darci consigli su nuove fonti da consultare? (le scriviamo avendo sotto il libro da lei scritto “Sulla Rotta di Darwin”). grazie e cordiali saluti.

  7. fulco scrive:

    Cara Antonietta,
    l’unica fonte esaustiva e completa alla quale puoi riferirti è (lo saprai benissimo) il famoso “Viaggio di un naturalista intorno al mondo” (The Voyage of the Beagle) di Darwin, pubblicato da Einaudi nel 1989, dal quale ho tratto tutte le mie conoscenze.

    Buon lavoro!

    Cari saluti,

    Fulco Pratesi

    Cara studentesse,
    l’unica fonte esaustiva e completa alla quale puoi riferirti è (lo saprai benissimo) il famoso “Viaggio di un naturalista intorno al mondo” (The Voyage of the Beagle) di Darwin, pubblicato da Einaudi nel 1989, dal quale ho tratto tutte le mie conoscenze.

    Buon lavoro!

    Cari saluti,

    Fulco Pratesi
    f.pratesi@wwf.it
    fulco
    http://
    1

  8. [...] arrivati i Gabbiani all’ombra del Colosseo? Una spiegazione ci sarebbe e la narra sul suo blog Fulco Pratesi, che stando alle sue parole sarebbe colui che ha materialmente ha avviato l’urbanizzazione [...]

  9. Sofia scrive:

    Caro Fulco,
    Volevo complimentarmi con te e con tutti i tuoi collaboratori, state facendo un lavoro Stupendo!!!

  10. Katia scrive:

    Salve Fulco, i gabbiani sono molto belli, fieri ed eleganti… ed anche simpatici, quando pizzicano la coda ai gatti per avvicendarsi nell’approvvigionamento intorno ai cassonetti, ma la notte davvero non si può dormire! la tentazione di scagliar loro addosso le tazzine del caffé è davvero molto forte… abbiamo dormito si e no un paio d’ore… c’è un modo non violento per allontanarli dalla prossimità dei palazzi?

  11. Caro Pratesi,

    ma che fine hanno fatto i gabbiani?
    Perché non si vedono più?
    Oggi ce n’era uno morto su una grondaia di Palazzo Borghese: si vedevano spuntare le ali.
    Qualcuno li ha uccisi?
    Il cielo è vuoto.

    Saluti,
    Riccardo Migliari

  12. Leonardo scrive:

    Salve Fulco,

    Quindi sei tu il colpevole dell invasione pennuta!!!

    quasi tutti ne hanno paura ma a me piacciono tantissimo! Ho una grande mamma sul tetto del mio attico a via dei Coronari e mi piace anche se fà un pò di danni…

    Ho provato ad avvicinarla cautamente ma ancora non si ciba dalla mia mano. Però si avvicina fino ad un metro di distanza.

    Ho smesso di dargli carne o ossa per paura che diventi più aggrassiva.

    La mia unica preoccupazione è che non avendo predatori naturali in città e cibo a sufficenza, diventi sempre di più…

    Saluti

  13. Stefano scrive:

    Il tuo tono mi sembra abbastanza compiaciuto, invece a me i gabbiani in citta fanno schifo.
    Sporchi, rumorosi, e nulla a che vedere con i gabbiani marini, quelli si apprezzabili.

    Spero che prima o poi l’amministrazione comunale si decida ad eliminarli e riconsegnare Roma ai gatti ed alle rondini.

  14. Patrizia scrive:

    Poco fa sono passati sopra la mia casa a Colle Salario una dozzina di gabbiani che urlavano in modo inquietante: non mi era mai capitato prima di vedere una scena notturna così da quando sono venuta ad abitare qui, 20 anni fà. Cosa significa? Di solito questi eleganti uccelli preferiscono rimanere nei paraggi del Tevere, non molto distante da qui, e comunque non si avvicinano mai così tanto alle case! Grazie per l’attenzione. Un saluto. Patrizia

  15. Anonimo scrive:

    Personalmente li odio e non sopporto le persone che son felici di vedere questi uccelli marini mentre sgozzano i poveri piccioni. I gabbiani non sono dei rapaci capaci di uccidere i colombi in fretta e poi divorarli, anzi li catturano e li tramortiscono impiegando tantissimo tempo, spesso il povero colombo sopporta un’agonia di mezz’ora! Mi fanno pena. Queste persone son felici del fatto che un uccello che sporca dappertutto e che porta malattie venga eliminato dalle nostre città! Come se il gabbiano fosse vaccinato e andasse a cacare negli alberghi. Se il guano del piccione è pericoloso per la nostra salute lo è anche quello del gabbiano con la differenza che i gabbiani son più grandi e questo significa più “merd*”, son aggressivi e sono chiassosi tanto da fare un baccano nero anche di notte,(tre, quattro del mattino). I piccioni almeno la notte dormono beati e tranquilli.
    Il gabbiano diminuisce il numero dei piccioni nelle città ma chi penserà a diminuire il numero dei gabbiani? Questo uccello non ha nemici naturali in città.
    Tra l’altro per esperienza personale posso dire che in tanti anni non ho mai un visto un piccione nel mio balcone mentre da 4 anni a questa parte è pieno di gabbiani e cornacchie!

    Arriverà un giorno in cui rimpiangerete il caro e vecchio piccione

  16. Diana scrive:

    Caro Sig. Pratesi, questa dei Gabbiani, me lo lasci dire…è una piaga. Ho due figli piccoli e da mamma ho acquisito un sonno molto leggero già di mio. Lavoro 8 ore al giorno e ho assoluto bisogno di dormire. Ogni estate mi ritrovo a dormire sempre meno a causa di uno stormo Enorme penso, di gabbiani che nidifica all’interno del cortile interno di una serie di palazzine site tra via Appia e Via Tuscolana. Ogni mattina (si fa per dire) alle 4.30 iniziano a URLARE, saranno almeno una decina…le assicuro che è veramente alienante, è impossibile dormire, e non è possibile nemmeno chiudere le finestre visto il caldo. Anche i miei figli si svegliano…io che ho sempre amato gli animali, ho istinti davvero omicidi…una cosa che ti fa uscire fuori di testa se perpetrata ogni santa mattina…le giuro che nonostante il mio amore per tutte le forme di vita, quando vengo svegliata in quel modo senza la possibilità di riaddormentarmi, se avessi sotto mano una carabina, la utilizzerei senza problemi. Mi scusi per la crudezza delle mie parole, ma ho bisogno urgentemente di trovare una soluzione…visto che lei si ritiene responsabile della divulgazione di codesti volatili, le chiedo cortesemente se è in grado di indicarmi un modo quantomeno per “spostare” le amate bestiole….se devo telefonare ad un associazione o semplicemente al 113….la ringrazio anticipatamente.

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