L’ educazione ambientale che vorrei

19 febbraio 2009 - Categoria: Ecomportamento

Basta vedere i disegnini che, come giurato in concorsi scolastici sull’ambiente, mi inviano gli scolaretti, per capire come sia oggi impostata, nella scuola italiana, l’educazione ambientale.
Tutto o quasi si presenta in aspetti negativi: il fiume che scorre carico di rifiuti, l’albero che piange perché il boscaiolo sta per abbatterlo, il cacciatore che stermina gli uccellini, le ciminiere che vomitano orrendi effluvi: un sistema come un altro per rendere l’impegno in favore dell’ambiente qualcosa di repulsivo e angoscioso.  Anche se oggi, a giudicare dai fumetti, dai pupazzi e dai cartoni animati che si ammanniscono ai pargoli, questa è purtroppo la cifra che domina a livello dell’infanzia, la quale appare sempre più dominata, ahimè, dall’esaltazione della violenza e dalla corsa ai consumi.
Io penso che un’ inversione di rotta, sia pur mediata, s’ imponga.
Iniziando con l’istruire le giovani generazioni sull’importanza e sulla bellezza  di quello che un tempo si chiamava “natura” e oggi è definito “ambiente”.
Battersi per qualcosa di cui non si conosce il valore e l’interesse (parlo di piante e animali, sorgenti e siepi, boschi e praterie, dune e paludi) risulta inutile se non controproducente.
Se invece, come è prassi generale negli altri Paesi d’Europa, compresi quelli latini come Francia e Spagna, ci si impegnasse a predisporre per le scuole un lessico di specie vegetali e animali che dovrebbero costituire il patrimonio minimo di chiunque, forse si attiverebbe un processo positivo nei confronti della biodiversità.
Saper conoscere e riconoscere, ad esempio, 100 taxa  tra piante ed animali, suddivisi, la butto lì, in 10 alberi, 10 arbusti, 10 piante erbacee da fiore, 10 funghi. E poi 10 mammiferi, 10 uccelli, 10 tra rettili e anfibi, 10 pesci, 10 insetti e 10 tra molluschi, crostacei e altri invertebrati, sarebbe già un primo passo verso una sensibilizzazione dei giovani.
Per esperienza personale, posso assicurare che, soprattutto i bambini, sono affascinati nello scoprire, dal vivo e in natura mediante escursioni naturalistiche o anche con la creazione di acquari e terrari, piccole serre e vasi da fiore, i misteri affascinanti di quel mondo oggi in pericolo e che loro, una volta divenuti adulti, saranno chiamati a difendere.

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One Response to “L’ educazione ambientale che vorrei”

  1. Ragazzi 1°D/c ha detto:

    Sign. Pratesi siamo i ragazzi della 1°D/commerciale della Ragioneria di Torre Annunziata (NA).
    Le vorremmo dire che abbiamo letto il suo articolo riguardante l’ istrice e troviamo che sia davvero molto bello che qualcuno si preoccupi della vita di un animale molto affascinante,anche se qualche persona sgradevole non la pensa così.
    Siamo moto contenti di averle scritto perchè crediamo che una persona come lei non dovrebbe avere solo un premio per la difesa dell’ambiente,ma più di cento premi perchè è una persona davvero molto speciale.

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