San Francesco e il llupo

29 marzo 2016, Categoria: Ecologia, Commenti [ 1 ]

Visto l’accanimento con cui si stanno ripresentando campagne mediatiche e proposte legislative tese ad uccidere i lupi, ho scritto, per un libro su San Francesco e il lupo che sarà pubblicato dall’editrice del Messaggero di Sant’Antonio, questo testo. Sperando che serva.

Nel 1973, il lupo italico era rimasto (dai calcoli degli scienziati) in non più di 100 (cento) esemplari asserragliati tra l’Abruzzo e la Calabria.

Secoli di persecuzioni, leggende, favole calunniose da “Cappuccetto Rosso” ai “Tre Porcellini”,  e truculente copertine della “Domenica del Corriere” erano riusciti, a colpi di tagliole, fucili, veleni, a portare la popolazione di questi splendidi predatori alle soglie dell’estinzione. E non solo in maniera metaforica, dato che ancora in quegli anni sulla testa dei lupi pendeva una taglia di 20.000 lire e che, ancora nel 1963, il maggiore naturalista italiano, il professor Alessandro Ghigi, così scriveva: “I lupi dovrebbero essere, se non scomparsi, estremamente ridotti di numero perché la loro presenza è indizio di uno stato arretrato di economia agraria e di civiltà”.

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Enciclica papa francesco

26 giugno 2015, Categoria: Ecologia, Commenti [ 0 ]

La magistrale enciclica di Papa Francesco non poteva essere più completa, coraggiosa e documentata. E l’entusiasmo che ha raccolto, non solo da parte di organismi cattolici e laici impegnati nella difesa del Creato, ne è la testimonianza più concreta. Aver accomunato nello scenario mistico del “Cantico delle creature” anche i minimi organismi, spesso sconosciuti o negletti, come gli esseri che danno vita al suolo fertile e aver denunciato con vigore pratiche agricole non armoniche con le necessità della natura e della biodiversità, fanno del testo del Pontefice un documento di un’ importanza dalla quale non sarà più lecito tornare indietro.

Ma nella sua meravigliosa ed ecumenica visione di un futuro migliore è discutibile, a mio parere, la posizione sulla crescita demografica che sarebbe “compatibile con uno sviluppo integrale e sociale”. Problema già adombrato in un’intervista precedente in cui il Papa però si era espresso in modo diverso sulla crescita demografica incontrollata parlando di comportamento da “conigli” da non imitare. Leggi il resto di questo articolo »


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Schiavismi vecchi e nuovi

28 aprile 2015, Categoria: Senza categoria, Commenti [ 0 ]

Le spaventose foto aeree che raffigurano imbarcazioni provenienti dall’Africa cariche fino all’inverosimile di persone in fuga da guerre, rivolte, fame e povertà mi ha riportato alla mente un’ altra terribile immagine. Quella, ottocentesca, di una stiva di nave negriera, con un affastellamento incredibile di sagome nere: i corpi di uomini, donne, bambini, trasportati come merci varie, dalle coste occidentali dell’Africa verso il cosiddetto Nuovo Mondo. In quel continente infatti, dopo l’invasione dei conquistatori e le stragi delle popolazioni native risultate poco efficienti, i coloni richiedevano della manodopera per le loro colture. E, a partire dal XVI secolo, s’impose la necessità di importare dall’Africa occidentale dei lavoratori robusti e sani che arabi razziatori di schiavi rastrellavano nelle miti popolazioni locali per venderle sulla costa agli avidi trafficanti europei che li caricavano sulle loro navi. Leggi il resto di questo articolo »


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A spasso col cane

29 ottobre 2014, Categoria: Ecologia, Commenti [ 0 ]

robin-blogQuando le giornate si fanno più fresche cosa c’è di meglio di una passeggiata in campagna? Se sfuggiamo al richiamo del trekking, dello jogging e delle altre attività all’aria aperta legate a fatiche e  sudate, una buona scarpinata all’antica – magari con scopi utilitari come la raccolta di funghi e di frutti di bosco, dalle nespole alle sorbe ai corbezzoli – può dare momenti di serenità e di rilassamento dopo una settimana passata al telefono, al computer o, peggio, in stressanti e spesso inutili riunioni.

La compagnia migliore, almeno per me, è un cane.

Cesare Pavese, nel suo romanzo breve”La casa in collina”, scrive: “E’ bello girare in collina insieme col cane: mentre si cammina, lui fiuta e riconosce per noi le radici, le tane, le forre, le vite nascoste, e moltiplica per noi il piacere delle scoperte. Fin da ragazzo, mi pareva che andando per boschi senza un cane avrei perduto troppa parte della vita e dell’occulto della terra”.

Per evitare problemi con razze da caccia (anche bassotti, pinscher e terrier lo sono) o da pastore, sempre difficili da controllare in natura e in presenza di bestiame brado, la mia scelta personale cade sui barboncini.

Il mio Robin (4 kg di peso) in campagna e nei boschi è felice e non crea problemi agli altri animali. Perseguita inutilmente topi e lucertole, abbaia ai ricci sorpresi tra i solchi e insegue senza speranza le lepri. Nel bosco segue le uste dei cinghiali e fiuta la pipì delle volpi sui cespi d’erba. Una tana d’arvicola lo interessa così come il tuffo delle rane nello stagno.

E infine, quando mi siedo per riposare, felice di trovarsi solo con me, inscena frenetici caroselli sul prato e mi sfida a un gioco di riporti con il primo ramo secco, interrompendolo solo per brucare fili d’erba a scopo digestivo o per stendersi pancia a terra con la lingua di fuori.


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Fermiamo le stragi!

8 ottobre 2014, Categoria: Ecologia, Commenti [ 0 ]

La terribile strage di animali rari (soprattutto elefanti, rinoceronti e tigri) che va perpetrandosi nei paesi tropicali più ricchi di biodiversità, rischia di annullare, tempo pochi anni, intere popolazioni di specie che costituiscono la ricchezza biologica del Pianeta nelle regioni più povere.
I dati emersi dal Living Planet Report, presentato dal WWF in tutto il mondo il 30 settembre preannunciano la fine di migliaia di specie di animali e di piante se non si interverrà al più presto con interventi a livello mondiale.
Ma penso sia difficile impedire ad una umanità in continua esplosiva crescita, soprattutto in paesi che conservano ancora i loro minacciati tesori, di avvalersi di quanto la natura ancora spontaneamente offre. Leggi il resto di questo articolo »


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Fulco Pratesi, oggi 80 anni

6 settembre 2014, Categoria: Senza categoria, Commenti [ 2 ]

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Divoratori di terra

14 luglio 2014, Categoria: Ecologia, Commenti [ 0 ]

ll fenomeno dell’accaparramento dei suoli fertili nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo – salito del 1000% dal 2008 ad oggi – rappresenta un concentrato dei mali che minacciano il nostro Pianeta.
Uno di essi è la crescita della popolazione umana, che non conosce limiti soprattutto nei paesi poveri, prime vittime (con la complicità dei Governi locali) delle incette da parte di quelli in rapido sviluppo e dei produttori di petrolio che temono l’esaurimento dei loro pozzi.
Nei continenti oggi preda del landgrabbing, gli aumenti demografici sono impressionanti: nel 1980 in Africa vivevano 469 milioni di persone, oggi hanno superato il miliardo e saranno 2.2 mld nel 2050; i 2.632 milioni che vivevano in Asia nel 1980 sono divenuti 4.25 e per il 2050 la previsione è di 5.2; in America Latina da 361 milioni si è passati a 580 che saliranno a 780. Leggi il resto di questo articolo »


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Quando L’Amazzonia eravamo noi

14 maggio 2014, Categoria: Ecologia, Commenti [ 0 ]

In tutto il mondo si moltiplicano gli appelli per cercar di rallentare la deforestazione che erode migliaia di ettari al giorno del Polmone Verde del Pianeta. Negli ultimi 50 anni l’Amazzonia ha infatti perso quasi un quinto della sua superficie e della sua meravigliosa biodiversità a vantaggio di campi di soia, pascoli per il bestiame, miniere a cielo aperto, saccheggio di legname.
10.000 anni fa, alla fine dell’ultima glaciazione, anche l’Italia si presentava come un’unica lunga Amazzonia. Ad esempio la Pianura padana era coperta da selve immense percorse da fiumi che creavano vaste paludi. Roveri e farnie alte fino a 50 metri, tigli e ontani, carpini e olmi, spesso con il piede immerso nell’acqua, su un sottobosco di noccioli, sambuchi, viburni, ligustri e prugnoli dove vagavano tori selvaggi, orsi, lupi, cervi, cinghiali. Piccole tribù di cacciatori raccoglitori popolavano l’universo verde. L’intera popolazione italica si calcola non superasse alle soglie della Rivoluzione neolitica i 60.000 abitanti. Leggi il resto di questo articolo »


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Il mondo finisce: niente allarmismi

22 aprile 2014, Categoria: Senza categoria, Commenti [ 0 ]

L’ultimo rapporto (il quinto) presentato il  31 marzo a Yokohama dall’Intergovernamental Panel on Climatic Change appare assolutamente allarmante. La incapacità dei governi riuniti in successive conferenze sul clima (a iniziare dal quella di Rio de Janeiro del 1992), di dotarsi di misure impegnative e concrete per cercar di bloccare la disastrosa corsa delle temperature verso i 4° di aumento, foriero di catastrofi inimmaginabili, apre prospettive inquietanti.   Tra queste, eventi meteorologici estremi, con ondate di calore, precipitazioni parossistiche, alluvioni, siccità devastanti che aggrediranno ecosistemi e culture, distruggendo biodiversità ed equilibri ecologici e  colpendo in maniera più massiccia i settori più deboli della popolazione umana, con crolli nelle produzioni agricole, conflitti per l’acqua e il pesce, malattie e carestie.   Il tutto su gran parte del Pianeta, già messo a rischio da una crescita demografica incontrollata e dall’avidità insaziabile delle multinazionali e degli Stati più sviluppati. Basterebbero queste previsioni per far svanire definitivamente ogni residuo di posizioni conservatrici che neghino la gravità dei problemi e la responsabilità dell’uomo nell’aggravarli.   Eppure non è così.   Ci sono ancora infatti parti non trascurabili dell’informazione mondiale che tendono a minimizzare le problematiche sopra esposte e a sostenere l’inutilità e addirittura i costi eccessivi di ogni misura volta a rallentare il degrado in atto, negandone la pericolosità.   Un esempio tra tanti. Leggi il resto di questo articolo »


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Una Passeggiata Simbolica

24 febbraio 2014, Categoria: Alimentazione, Commenti [ 1 ]

L’altro giorno, camminando in una via della cosiddetta “Roma bene”, ho fatto tre incontri, in una sequenza ravvicinata. Due persone anziane, dignitosamente e non poveramente vestite, munite di un rudimentale gancio proveniente da uno di quelle stampelle appendiabito in filo di ferro che si vendono con le confezioni economiche, frugavano in pieno giorno in uno dei cassonetti riservati ai rifiuti organici non riciclabili. Ho fatto finta di non vederli (anche se essi non mostravano nessun problema nell’essere esposti al pubblico in quella delicata operazione) e ho proseguito il giro. Leggi il resto di questo articolo »


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